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Forza d’Agrò – Convegno di antropologia dello spettacolo

marzo 24, 2008

Mercoledì, alle ore 17, al Convento Agostiniano di Forza d’Agrò, si è svolto un convegno di antropologia dello spettacolo durato più di tre ore. È stato il momento culturalmente più importante della visita del prof. Giovanni Azzaroni, coordinatore del Corso di Antropologia dello Spettacolo del Dams di Bologna, nella Valle d’Agrò per studiare dal vivo, con 19 suoi studenti, i suggestivi riti della Settimana Santa. Era presente anche un nutrito gruppo di studenti del Dams di Messina con il coordinatore, prof. Cosimo Cucinotta. I due coordinatori hanno ricevuto la collaborazione di dieci docenti universitari dei due Dams.

Ha aperto i lavori don Gennaro Currò
Ad aprire i lavori con il suo saluto è stato padre Gennaro Currò, arciprete di Forza d’Agrò, uomo di cultura eccezionale e radicato sul territorio, tanto da promuovere, assieme all’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Savoca, dott.ssa Puzzolo, quest’eccezionale quanto singolare iniziativa.

Analogo esperimento l’anno scorso in Sardegna
Si tratta della seconda iniziativa del prof. Giovanni Azzaroni di sperimentare dal vivo le tecniche e la metodologia dello studio antropologico «con ricerca sul campo» dei riti della Settimana Santa. La prima iniziativa è quella fatta a Castelsardo, in provincia di Sassari, in Sardegna, sempre per la Settimana Santa, dal 31 marzo al 7 aprile 2007. Ha preso per primo la parola il prof. Gherardo Spadaro, referente delle tradizioni popolari per la Scuola media statale di Forza d’Agrò, sezione staccata dell’Istituto Comprensivo di Letojanni, diretto dalla dott.ssa Giovanna Campagna.

Spadaro: «Coraggioso dialogo culturale fra i Dams di Bologna e Messina e la Valle d’Agrò»
Il prof. Spadaro, dopo aver ringraziato padre Gennaro Currò per la fiducia e la stima accordategli, ha ringraziato il prof. Azzaroni per aver aperto un coraggioso dialogo culturale fra il Dams di Bologna, il Dams di Messina (coordinato dal prof. Cosimo Cucinotta) e la Valle d’Agrò (e in particolare con Forza D’Agrò). Forza D’Agrò veramente merita questo privilegio, come ha scritto nelle sue pagine intensamente liriche lo storico Stefano Bottari e come ha citato lo scrittore Leonardo Sciascia nel 1962, quando ha definito Forza d’Agrò la seconda Taormina.

La Festa dell’Alloro
Quindi il prof. Spadaro si è soffermato sulla Festa dell’Alloro del Lunedì dell’Angelo, che si sviluppa in tre momenti cruciali: la processione degli stendardi fatti con rami di alloro, la benedizione degli stessi e dell’Olio Santo da parte dell’arciprete Gennaro Currò e la distribuzione delle «Cuddure» a tutti i presenti, cioè a una folla immensa di forzesi e turisti. Depositaria di questa tradizione, oltre alla chiesa, è la Confraternita della SS. Trinità, con a capo il governatore Vincenzo Gullotta, con i suoi 65 confrati e sei alunni della Scuola media statale di Forza d’Agrò: Giuseppe Chiofalo, Gabriele Pitasi, Giuseppe Maimone, Claudio Micali, Antonio Maccarrone e una ragazza di I media, iscrittisi quest’anno alla Confraternita con la qualifica legale di aspiranti confrati.

Il materiale di ricerca donato al prof. Azzaroni
Dopo la sua circoscritta relazione, il prof. Spadaro ha fatto dono del materiale di ricerca sulle tradizioni popolari sulla Settimana Santa e dello Statuto della Confraternita, che risale al 1599, al prof. Giovanni Azzaroni. L’ultima registrazione della Confraternita alla Corte dei Conti è del 19 dicembre 1937 (registro 391, foglio 74, giusto Regio Decreto del 9 settembre 1937).

Azzaroni spiega l’antropologia (in particolare quella dello spettacolo)
Ha preso quindi la parola il prof. Giovanni Azzaroni, il quale ha tracciato le linee fondamentali di come va intesa l’antropologia in genere e quella dello spettacolo in particolare. L’antropologia non è una scienza, come è stata definita finora, ma una disciplina che studia l’uomo strutturato nel tempo e nello spazio. Vive di due momenti: uno gestito dall’intervistatore e l’altro dall’intervistato. Il protagonista è l’intervistato, mentre l’intervistatore, che generalmente è il professore universitario o i suoi alunni, deve solo registrare (senza apportare alcuna modifica) le parole e i comportamenti dell’intervistato, che ovviamente cambiano nel tempo e nello spazio.

Il lavoro sarà raccolto in un Dvd
Il lavoro va realizzato su un «piano di parità» dal professore (in questo caso Azzaroni e il suo gruppo di 19 studenti universitari) e si concretizza in un testo e in un video Dvd che il professore spontaneamente si è impegnato a portare (e non a spedire) a Forza d’Agrò. Queste sue nuove teorie e metodologie di ricerca sul campo, che sono altamente innovative, si avvicinano soprattutto agli studiosi di antropologia americani e si allontanano dagli studiosi di antropologia francesi.

L’intervento degli altri docenti e degli studenti
A questo punto il professore ha chiesto l’intervento, per conoscerne il parere, del professore Cosimo Cucinotta, coordinatore del Dams di Messina, dei docenti dei Dams di Messina e di Bologna e dei rispettivi studenti universitari. Gli intervenuti al dibattito si sono schierati coralmente sulle posizioni innovative del prof. Giovanni Azzaroni. È senza dubbio un fatto straordinario che un evento culturale così importante e altamente innovativo nella teoria, nella didattica e nella ricerca sul campo si sia svolto a Forza d’Agrò.

Comunicato stampa dal prof. Gherardo Spadaro

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Studenti di Bologna raccontano la Val d’Agrò

marzo 24, 2008

Scriveranno un libro sui riti della Settimana Santa

I riti della Settimana Santa in Val d’Agrò saranno raccontati in un libro ed attraverso un dvd, da quindici studenti di antropologia, sezione teatro, del Dams di Bologna (facoltà di Lettere filosofia). Gli allievi dell’università felsinea sono giunti in Sicilia, accompagnati da cinque docenti, tra i quali il direttore del corso di Antropologia dello spettacolo, Giovanni Azzarone. Due gli eventi che in particolare hanno attratto la curiosità e l’interesse di docenti e allievi, “armati” di telecamera e taccuini: la “Passione di Cristo” che ogni anno viene messa in scena sul monte Calvario a Savoca e la “Cerca” di Casalvecchio Siculo. La “Cerca” è una particolare Via Crucis che si svolge la notte fra il giovedì e il venerdì Santo, alla quale partecipano le rappresentanze delle due confraternite cittadine: SS. Annunziata e San Teodoro. La processione dei fedeli in tunica bianca con cappuccio, in un clima struggente, ha inizio all’una in punto. I confrati, con in mano le lanterne accese, portano una grande croce, trascinano delle catene e fanno suonare le ”troccole” ripetendo in dialetto siciliano: “Perdono mio Dio, mio Dio perdono; perdono mio Dio, perdono e pietà…”. Gli studenti, che hanno fatto base a Forza d’Agrò, si sono recati anche a Limina e Roccafiorita dove hanno scoperto un’altra tradizione pasquale della Valle: “a cuddura”, con l’uovo dentro, immancabile nelle scampagnate del lunedì dell’Angelo. Nel patrimonio culturale di Savoca resistono ancora i “pricantozzi”, le preghiere contro il malocchio che si ripetono nella Settimana Santa. Gli allievi del Dams hanno raccolto la testimonianza di una donna di 71 anni, Vincenza Cicala, che quelle preghiere continua a recitarle secondo antica consuetudine di famiglia. “Ci hanno colpito gli aspetti diversi di riti apparentemente simili – è stato il commento del prof. Giovanni Azzarone –. Ad esempio la Passione di Savoca è interessante sotto il profilo scenografico, per l’eccezionale luogo naturale in cui si svolge. La “Cerca”, invece, punta molto l’attenzione sulla religiosità dell’evento”. Il libro e il dvd, non appena ultimati, saranno presentati in uno degli otto Comuni della Val d’Agrò.

Fonte Tele90