Archive for the ‘Santa Teresa di Riva’ Category

Val d’Agrò, “master plan” all’esame dei consigli

luglio 14, 2009

S. TERESA – Non sarà una seduta plenaria dei tre consigli comunali di Savoca, S. Teresa e S. Alessio a dare l’ok al “master plan” di sviluppo economico e turistico della Valle d’Agrò. Problemi di natura amministrativa costringeranno le assemblee a riunirsi separatamente per l’approvazione. E’ probabile, comunque, che i tre consigli comunali vengano convocati alla stessa ora dello stesso giorno, per esprimerebbe simbolicamente la volontà comune di portare avanti l’ipotesi progettuale. Ipotizzata in un primo momento la data del 22 luglio, ma sembra che l’appuntamento possa slittare di qualche settimana. Intanto, il sindaco di Savoca, Nino Bartolotta, è intervenuto per sgombrare il campo da possibili equivoci: “Quello che stiamo analizzando – spiega – è un piano strategico che punta alla pianificazione comprensoriale del nostro territorio. Solo in una fase successiva ci occuperemo di trovare i finanziatori per la realizzazione delle opere e assegnare i lavori. E questo sarà fatto alla luce del sole. In questo momento – conclude Bartolotta – ci interessa verificare se c’è la volontà comune di ipotizzare uno sviluppo integrato che vada oltre i rispettivi confini comunali”.
Il “master plan”, intanto, riceve consensi bipartisan. Luigi Pagano, consigliere di minoranza di S. Alessio, ha evidenziato “la necessità oramai inevitabile di progettare insieme lo sviluppo socio-economico della vallata al fine di drenare l’esodo dei giovani”. Fabio Palella, capogruppo di minoranza a S. Teresa, pur rimarcando il proprio ruolo vigile e di controllo si è detto favorevole all’iniziativa. L’assessore Duro e i consiglieri Papa, Lomonaco e Bartorilla di S. Alessio si sono soffermati “sull’esigenza che le municipalità stabiliscano delle regole certe e precise”. Il presidente del Consiglio di Savoca Giuseppe Meesa si è detto “entusiasta” ed ha sottolineato come il progetto, sebbene ambizioso, rappresenti una occasione irripetibile.

(Tele90)

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La Sicilia raccontata da seicento cinegiornali

marzo 22, 2008

Generosa e martire, «isola del fuoco» ma anche «cantiere di speranze», brulicante di vita e tradizioni. Offre scorci e vedute simili a set cinematografici. Eppure è tutta reale. E la sua storia è stata a lungo raccontata dalla macchina da presa. È la Sicilia, «mitica» e «gloriosa», descritta attraverso lo sguardo, spesso in bianco e nero, dell´Istituto Luce. Ottocentotrentatrè filmati, ovvero 613 cinegiornali, 124 documentari e 96 video di repertorio, raccontano storie e luoghi di un passato, in fondo non tanto lontano.

Curiosando, si scopre così che il primo progetto del Ponte sullo stretto fu immortalato proprio da queste cineprese. Presentato nel 1953, il documentario Un ponte tra la Sicilia e il continente recita: «Il progetto, che unisce Ganzirri, in riva al lago siciliano, a Punta Pezzo, sulla costa calabra, forse è destinato a chiudere positivamente 80 anni di proposte e discussioni. Preventivo 36 miliardi, finanziamento privato per il 40 per cento. Non è il traffico che fa la strada, è stato detto, ma è la strada che fa il traffico. E i turisti potranno godersi i loro quattro passi sopra questo incantevole mare».

Cronaca di allora, ma anche di oggi. La Sicilia descritta dall´Istituto Luce segue, con un ritmo puntiglioso e implacabile, il succedersi degli eventi. Dal fascismo alla ricostruzione, dalle tradizioni popolari alle manifestazioni solenni. C´è la guerra con le sue devastazioni ma ci sono anche le speranze di un´economia in continuo movimento.

«Dalle patriottiche popolazioni maggiormente provate dalla malvagità anglosassone – recita il filmato Il Re Imperatore in Sicilia del 1941 – le entusiastiche accoglienze di Palermo». Il video descrive i palazzi sventrati dalle esplosioni nel capoluogo ma anche a Caltanissetta, Enna e Catania. Una documentazione sensazionalistica impregnata di propaganda. L´obiettivo è tenere alto il morale di un popolo già vessato. «Sotto l´insidia e l´offesa del nemico i ferrovieri italiani si battono con intrepida fede per assicurare il funzionamento del servizio ferroviario. In Sicilia essi hanno messo l´elmetto del combattente. Ammirabile senso del dovere, dal più alto al più umile dei gradi» (da Ferrovieri eroici – Giornale Luce del 1943). La guerra viene raccontata in base alla potenza vincitrice e ogni battaglia o disfatta risuona nel documentario come una straordinaria testimonianza. Dal Documento eccezionale sull´opera della Regia Marina nello sgombero della Sicilia (Giornale Luce – 1943) all´Occupazione dell´aeroporto di Palermo fino ad arrivare ai vari servizi sullo sbarco nell´Isola immortalando, a questo punto, i nuovi eroi come Roosevelt o Patton.

Dagli orrori della guerra alla speranza della ricostruzione: «Il nome di Palermo viene da Panormos che vuol dire tutto porto. L´Italia e la Sicilia vogliono che Palermo faccia onore al suo nome e che torni ad esser fervida e produttiva come la natura che la circonda». Queste parole che accompagnano il ministro Tupini a Palermo nel 1948, in visita per dare inizio al nuovo piano di ricostruzione della città. Ampio spazio è dedicato anche a Messina: «Città martire. L´ha sconvolta la terra nel famoso terremoto, l´ha sconvolta il cielo durante l´ultima guerra. Anche la cattedrale ha pagato, come tutta la Sicilia generosa…Anche il porto è stato per anni un bersaglio. Adesso risorge. Cantieri di lavoro che sono quasi un simbolo della fervida Sicilia che è tutta un cantiere di speranze» (1947).

La Sicilia degli anni Trenta è ancora rurale: ci sono i pastori da Scene siciliane. Pastorale, canterini etnei del 1931, ma anche i minatori de Le cave di calcare, poi ci sono i balli tipici come Tarantella ma anche le feste popolari come Noto. La caratteristica festa del mandorlo. La vocazione alla coltivazione degli agrumi, poi, viene più volta citata all´interno dei servizi dell´Istituto Luce, anche in diversi periodi: da La raccolta degli aranci e limoni in Sicilia del 1933 a Ricchezze del suolo italiano. Santa Teresa di Riva (Sicilia). Il raccolto dei limoni del 1934 fino ad arrivare a L´oro della conca del 1964.

Negli anni Quaranta, forse anche per cancellare le brutture della guerra, si dedica grande attenzione al folclore. Questo è il caso de La costruzione e la decorazione dei famosi carretti folcloristici (1946), in cui «scultori che non hanno mai frequentato accademie intagliano con buon gusto le cornici a rilievo Anche le ruote hanno graziosi disegni policromi. Girando nel sole daranno quasi un effetto di caleidoscopio. La pittura è ingenua ma piacevole e viva».

Ma i toni dei filmati, nonostante il fascismo sia rimasto alle spalle, appaiono ancora epici: «Pescatori sullo stretto di Messina. Scappa Scilla, si vuole evitare Cariddi. Navigano sul filo della corrente evitando i mostri leggendari, alla ricerca del pescespada, un mostro dalle proporzioni più tascabili. Dalla vedetta parte il classico grido “U piscispada”, il dado è tratto! L´organo gustativo del pesce ha smesso di gustare. Invece di gustare il pesce sarà gustato. Congratulazioni alle forchette che sulla mensa duelleranno contro questa spada». (Dalla Sicilia Pesca del pescespada, 1946). Ironia a parte, non mancano filmati dedicati all´Etna e le amare considerazioni su una terra ricca di complessità: «Colonne del cielo, chiamavano l´Etna i poeti, ma il cielo in questi tempi, è con noi avaro di misericordia. Gli abitanti dei villaggi si apprestano all´esodo, negli stessi giorni in cui altri esodi si compiono da altre città di Italia. Gli italiani hanno abbastanza sofferto, purtroppo non spetta agli uomini di dire basta alle prove. Ma se abbiamo commesso errori quando cesseremo di espiarli?» (Natura indomita l´Etna in eruzione, 1947).

La Sicilia viene descritta come una terra dalle mille potenzialità, messe in luce attraverso le sue industrie, anche se ancora ai primordi. In Autarchia (1940) vengono raccontate sia le piantagioni di cotone, «l´oro bianco», che la scoperta di «una delle più grandi sorgenti di anidride carbonica in Sicilia. Da questi laghetti ne sgorgano quattromila metri cubi al giorno che presto saranno captati per uso industriale». Senza dimenticare il problema della disoccupazione: «L´alto commissario onorevole Selvaggi ha visitato le miniere di zolfo. Miniere di zolfo, grande risorsa siciliana grande problema siciliano. Il problema è di assorbire la disoccupazione creata dai giacimenti a bassa resa. Da una parte un deficit gravoso, dall´altro la sofferenza dei disoccupati. Lo stato deve evitare la chiusura di queste imprese. Selvaggi ha distribuito viveri ai minatori, i protagonisti dei più duri dei lavori. Mangeranno la carne le buone cose che vedono così di rado ma soprattutto rincaseranno con la speranza che l´alto commissario li tutelerà contro la fame di domani» (1947).

Una Sicilia, dunque, che pur tra mille difficoltà cerca di essere autosufficiente. «Noi difenderemo un progetto di una confederazione di stati italiani sul tipo nord-americano – dichiarava Finocchiaro Aprile ai microfoni dell´Istituto Luce nel 1946 – Ciascuno stato potrà governarsi liberamente da sé. Alla Sicilia è stata promessa l´autonomia. Non ci basta, vogliamo l´indipendenza».

E la politica, con le sue novità post-belliche fa da padrona: «Sventola sui nove secoli dell´ex palazzo reale di Palermo la bandiera d´Italia. Sta per inaugurarsi il parlamento siciliano. Prima attuazione concreta di autonomia regionale nell´indissolubile unità del paese» (Dalla Sicilia: il parlamento regionale, 1947). L´obiettivo è ristabilire l´ordine e la legalità. Così, ad esempio, in Lampi sulla Sicilia: lotta al banditismo (1947) viene descritta minuziosamente la caccia al bandito Giuliano: «Montelepre, paese nativo di Giuliano, villaggio del silenzio. Pare che il bandito si volatilizzi in quest´area ronzante di canicola e scompaia come i ramarri tra le pietre. Anche i muli, anche le vie deserte sono complici di Turiddu».

Reportage ante litteram, i filmati degli anni Cinquanta descrivono il fermento dell´industrializzazione e dell´ammodernamento: «Si lavora ad Ancipa dove una diga costruita dall´ente siciliano di elettricità trasformerà le acque del Simeto in cespiti di energia. Nuova luce e forza nella terra del sole. Finora la Sicilia chiedeva molti chilowatt al continente. Adesso se li produrrà da sé (Sicilia d´oggi, 1953). Ci sono le prime ricerche petrolifere: («È la prima perforazione a grande profondità. Gli indizi sono favorevoli. La terra del fuoco manterrà la sua promessa» (1953), ma anche le prime polemiche, raccontate in una inchiesta di ben 8 minuti, Inchiesta cinegiornalistica sulla industrializzazione della Sicilia, 1955: «L´industrializzazione dell´Isola è uno degli obiettivi dell´autonomia regionale – dice il filmato – alzare il livello di vita e assorbire manodopera femminile. Rafforzare negli strati sociali il giusto senso della personalità umana. Ma la Sicilia rimane la Regione a più alta percentuale di non occupati. Le iniziative sono ancora opera di pioniera».

Attraverso i filmati dell´Istituto Luce si ricostruisce la storia della Regione e dei suoi protagonisti: dalla Fiera del Mediterraneo all´elezione di Miss Sicilia, dalla storia del Banco di Sicilia alla Cassa di risparmio fino ad arrivare all´industria elettronica dal «sapore avveniristico – con – in embrione, il mondo di domani».

Fonte Adriana Falsone – La Repubblica 

Gli studenti del Caminiti alla festa del Cesv

marzo 13, 2008

Si è conclusa la II Festa del Volontariato, promossa dal Cesv – Centro Servizi per il Volontariato. L’appuntamento, in programma 1 e 2 marzo, si è svolto alla stazione centrale di Messina, grazie alla partnership con Ferrovie dello Stato.

Circa quattrocento persone hanno affollato la mattina di sabato la Festa, dedicata ai molteplici campi d’azione in cui quotidianamente sono impegnati i volontari e le associazioni che operano nella città e nella provincia di Messina, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su importanti temi tra cui l’integrazione culturale, la legalità, l’impegno e la giustizia sociale, e con il contributo del Co.Ge, Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Sicilia.

Dopo aver ricordato l’assassinio mafioso della giovanissima Graziella Campagna, il presidente del Cesv, il docente universitario Antonino Mantineo, ha sottolineato l’importanza che “settori fondamentali come l’istruzione e l’informazione, nei nostri territori e a livello nazionale, vengano valorizzati, a favore di una progressiva liberazione dalla mafia”. Significativa anche la presenza di associazioni e cittadini nella giornata di domenica.

La stazione, suddivisa in tre zone d’interesse, ha accolto un’area espositiva, allestita dall’architetto Amelia Lamberto, con le mostre “Il Duomo e la stazione di Messina: elementi di una rinascita dopo il terremoto del 1908”, a cura dell’associazione “Diquadalfaro” di Messina, a cento anni dal terremoto che colpì la città dello Stretto; “Lampedusa, l’isola che non c’è”, a cura del Circolo Arci “Thomas Sankara” di Messina, con un reportage sulle condizioni drammatiche dei migranti, sbarcati dopo un viaggio disperato; “Mafia e Cartoon”, ovvero una raccolta di vignette di autori provenienti da tutto il mondo, nel segno della satira e dell’ironia contro la prepotenza mafiosa, promossa dalla rete di associazioni “Libera”, con curatrice Marisa Paolucci; “Centonove”, cioè un viaggio in Italia per fotografare i beni confiscati alla mafia e le persone che vi lavorano, con un titolo che fa riferimento alla legge 109/96, a favore del riutilizzo sociale dei beni sottratti al potere mafioso, a cura di Patrizia Ferreri, sempre per “Libera”.

Dopo un’esercitazione di Protezione civile, con consegna degli attestati per chi ha frequentato un corso di formazione, organizzato dal Cesv e dal Dipartimento della Protezione Civile – Servizio Regionale per la Provincia di Messina, si è entrati nel vivo del dibattito con il workshop su “Cultura della legalità, lotta alle mafie e impegno sociale”. All’incontro hanno partecipato gli studenti degli Istituti Superiori “Jaci”, “Ainis”, “Bisazza” di Messina, “Leonardo da Vinci” di Milazzo e “Caminiti” di Santa Teresa di Riva. I lavori sono stati coordinati dal presidente del Centro Servizi, Antonino Mantineo, e da Salvatore Rizzo, referente dell’Area Promozione del Volontariato per il Cesv.

All’incontro sono intervenuti Dario Montana, fratello del poliziotto ucciso dalla mafia Beppe Montana e coordinatore a Catania della rete di associazioni contro le mafie “Libera”; Giuseppe Anzalone, vice questore aggiunto della Polizia di Stato, in servizio alla Squadra Mobile di Messina; Nando Centorrino, vicepresidente della Fondazione antiusura “Padre Pino Puglisi”; Carlo Davoli, dirigente scolastico dell’Istituto “Jaci” di Messina; Enza Sofo, vicepresidente del Ce.Pas (Centro Psico Attitudinale Pedagogico all’interno dell’oratorio salesiano); Gaetano Giunta, componente del Co.Ge (Comitato di Gestione per il Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Sicilia) e presidente della Fondazione “Horcynus Orca” e del Centro Studi “Ecos-Med”. Durante il workshop è stato effettuato un collegamento telefonico con la manifestazione di Locri 1 marzo 2008, dal sogno….. una grande alleanza, per testimoniare la vicinanza del volontariato messinese alle esperienze di impegno sociale, di lotta alle mafie, di promozione di una economia giusta e solidale.

In particolare, si è concentrato sulla realtà messinese il vicequestore Giuseppe Anzalone, che ha tracciato l’identikit del crimine nella nostra provincia, terreno di conquista per le organizzazioni catanesi e calabresi, accanto alle quali cresce sempre più la concorrenza estera, cinese, rumena, slava. Un quadro inquietante, precisato ancora meglio dai dati citati da Gaetano Giunta: 7,5 miliardi di euro e 180.000 posti di lavoro sottratti dalla mafia, ogni anno, alle regioni del Sud. Una situazione che inverte il rapporto tra povertà e criminalità, rendendo quest’ultima non effetto, ma causa della prima.

Si è continuato, sempre sabato 1 marzo, alle 15.30, con il workshop “Destinazione Europa”, a cura del Gruppo Europa del Cesv di Messina, rivolto ai volontari interessati a conoscere le opportunità dell’Unione Europea. Alle 17.30, invece, è stata in programma la proiezione del film “L’orchestra di Piazza Vittorio”, con un incontro-dibattito a cura del Circolo Arci “Thomas Sankara” di Messina, coordinato dall’avvocata Carmen Cordaro – componente dell’Arci Sicilia all’interno del Direttivo Cesv e presidente del Circolo “Thomas Sankara” – e dall’addetto stampa del Centro Servizi Marco Olivieri. Si tratta di un pluripremiato documentario in musica che racconta la genesi dell’Orchestra di Piazza Vittorio, band nata da un’iniziativa di Mario Tronco, il tastierista degli “Avion Travel”, e dal regista Agostino Ferrente. I due hanno riunito un gruppo di musicisti di strada e di artisti provenienti da tutte le parti il mondo. Il risultato è un miscuglio multietnico di storie, umanità e tanta musica.

Alle 21, invece, in programma la Festa per i giovani, con un Dj Set a cura di Radio Street Messina.
La Festa Cesv è proseguita domenica 2 marzo, dalle 9.30 alle 10 e dalle 11.30 alle 12, con “Banda… in Festa”, a cura dell’associazione musicale “Giuseppe Verdi” di Graniti, in provincia di Messina.

Dalle 10.30 alle 11.30 – con prosecuzione dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17 – si è svolta “La parola al volontariato”, ovvero testimonianze, idee,  progetti: “uno spazio e un tempo per le associazioni. Per raccontarsi e promuovere le proprie iniziative”. Hanno coordinato l’incontro Rosario Ceraolo, direttore del Cesv di Messina, e Maria Lucia Serio, referente dell’Area Formazione per il Centro Servizi. Poi, alle 18, in cartellone l’animazione musicale, a cura del gruppo “Musici e cantori”, e festa conclusiva con degustazione di prodotti  tipici.

Fonte: Orazio Bonfiglio – Omniapress

S. Teresa di Riva, “stop ai manifesti selvaggi”

febbraio 18, 2008

S. TERESA DI RIVA. Giro di vite per dire basta alla giungla di manifesti e cartelloni pubblicitari irregolari. Nel 90% dei casi non viene pagata la tassa di affissione e pertanto la maggior parte di quegli spazi è occupata abusivamente. L’amministrazione comunale ha deciso di intervenire e mettere la parola fine al caos delle affissioni. Il piano di rimozione dei manifesti che invadono i muri di S. Teresa, anche in pieno centro, è già partita. “Molti cartelloni – fa notare il sindaco, Alberto Morabito – sono affissi su pali al centro dei marciapiede e costituiscono una vera barriera… architettonica. E’ giunto il momento di restituire decoro al nostro paese. Stiamo tra l’altro cercando – sottolinea Morabito – di risalire ai “proprietari” di quelle pubblicità per far pagare anche il pregresso. Un paese che si definisce  a vocazione turistica non può presentarsi con un simile biglietto da visita”. Il primo cittadino fa riferimento anche ai manifesti funebri, “affissi in modo indiscriminato perfino sulle cabine elettriche”. Quanto prima sarà varato un regolamento e i fogli listati a lutto potranno essere apposti solo in delle bacheche che saranno installate dinnanzi alle chiese e nei punti nevralgici della città. “E’ giusto affiggere gli avvisi di lutto – precisa Morabito – ma anche in questo caso ci siamo resi conto che dobbiamo intervenire per fornire spazi adeguati”. Un altro nodo da sciogliere riguarda le tariffe per l’affissione, bloccate da dieci anni. “Ci stiamo muovendo anche in questa direzione – prosegue il sindaco – e siamo già al lavoro per stabilire gli spazi da destinare alla cartellonistica e il loro costo”. Tutta la materia sarà regolamentata al più presto, anche su sollecitazione di numerosi cittadini, che hanno evidenziato all’amministrazione comunale l’indecoroso quadretto che balza agli occhi di quanti passeggiano per le strade santateresine. La Giunta incrementerà  i costi degli spazi pubblici nelle strade della cittadina jonica. “Parliamo di un settore – fa notare Morabito – che potrebbe diventare una voce importante per le casse del nostro Comune”. Contestualmente al piano anti affissione “selvaggia”, il Comune ha avviato una serie di interventi per rifare il look alle vie cittadine, a partire dai lavori per la segnaletica assegnati ad una ditta del luogo per un ammontare di 38mila euro. E questo è solo l’inizio di un altro piano, quello viario, che dovrebbe presto vedere la luce.

Fonte Tele90

Proposta per l’istituzione dello sportello Informa-Giovani

febbraio 17, 2008

SANTA TERESA DI RIVA . È stata presentata ieri, giovedì 14, dal consigliere di minoranza di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice , una proposta di deliberazione che riguarda l’istituzione dello sportello Informa-Giovani e la promozione del lavoro giovanile.

Ricevere notizie su lavoro, formazione e studio
Attraverso questo sportello sarà possibile, anche tramite posta elettronica e sito Internet settimanalmente aggiornato, ricevere informazioni utili riguardanti offerte di lavoro e bandi di selezione e di concorso nel settore pubblico e nel settore privato, frequentazioni di corsi di formazione tecnica e professionale gestiti dalla Regione Sicilia e da qualsiasi altro ente, orientamento universitario e post-universitario, possibilità di accesso a borse di studio e a ogni tipo di emolumento, possibilità di studio, di lavoro e di esperienze di apprendistato e formazione all’estero, possibilità di lavoro, di formazione e di esperienze negli enti di volontariato e nel Servizio Civile Nazionale, avviamento di impresa e di lavoro autonomo, conoscenze basilari sulle principali normative regolanti lavoro dipendente, autonomo e di collaborazione e conduzione di piccole e medie imprese, iniziative ed eventi sportivi e culturali promosse da associazioni private e da enti pubblici, patrocinio per iniziative culturali e sportive ideate dai giovani singolarmente od organizzati in associazioni, quanto altro utile a far costruire o a far partecipare attivamente i giovani alla vita sociale ed economica, per evitare qualsiasi forma di esclusione ed emarginazione sociale.

Da Comunemio

S. Teresa di Riva. Intercettato dai Carabinieri, ingoia sette involucri di eroina

febbraio 17, 2008

SANTA TERESA DI RIVA. Altri cinque contenitori sono stati rinvenuti in possesso del giovane disoccupato residente a Sant’Alessio Siculo al momento ricoverato al Policlinico

I Carabinieri del Reparto Operativo di Messina, coadiuvati da quelli di Santa Teresa di Riva, hanno arrestato Santi Bartolone, 29anni, residente a Sant’Alessio Siculo.

Nel corso di una perquisizione personale, cui è seguita quella del mezzo su cui si trovava, il giovane disoccupato è stato trovato in possesso di quattro involucri contenenti 5 grammi di eroina.

Vistosi smascherato dai militari dell’Arma, il Bartolone era già riuscito ad ingerire altri sette contenitori contenenti la sostanza stupefacente, motivo per il quale è stato ricoverato al Policlinico di Messina.

Fonte Tempostretto

Arrestato uomo del clan Santapaola

dicembre 8, 2007

Era sfuggito alla cattura durante il maxi-blitz dello scorso 4 dicembre a Catania. Ma ieri i carabinieri della stazione di Santa Teresa di Riva gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare relativa all’operazione “Plutone”, che nei giorni scorsi, nel territorio etneo, ha portato all’arresto di 70 persone con le pesanti accuse di associazione a delinquere di tipo mafioso, rapine e estorsioni. Si tratta di Luca Romano (nella foto), 38 anni, nativo di Cosenza e residente ad Acicastello, di professione venditore ambulante. L’uomo si era reso irreperibile e a quel punto erano scattate le indagini, eseguite in sinergia dai carabinieri di Catania e dai militari della compagnia di Taormina. Nelle ricerche sono stati impegnati militari in abiti civili del nucleo operativo taorminese, nonché quelli delle stazioni carabinieri del litorale jonico. E sono stati proprio i carabinieri di Santa Teresa di Riva a individuare il ricercato, stringendo il cerchio intorno a lui dopo aver studiato contatti e movimenti dei suoi familiari. L’uomo è stato fermato ieri pomeriggio tra S. Teresa e Furci. Dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, Luca Romano è stato trasferito presso il carcere di Catania.

Fonte Tele90

Oggi i funerali di Salvatore Aliberti

novembre 28, 2007

Si terranno oggi  alle 14.30 nella chiesa S. Maria di Portosalvo i funerali dell’ex sindaco di Santa Teresa di Riva Salvatore Aliberti .

Salvatore Aliberti  aveva 81 anni ed è stato sindaco del paese jonico  dal 26 ottobre 1976 al 14 luglio 1978.

L’architetto Coglitore riscopre l’antica Torre di Pagliara?

novembre 27, 2007

Scoperta la “Torre di Pagliara” ? Nel territorio di Roccalumera esiste un’ antica struttura muraria a pianta circolare ( del tutto simile alla torre Lumera) che ha le caratteristiche di una torre e  vista l’ubicazione (l’antica Marina di Pagliara) potrebbe trattarsi della TORRE DELLI PAGLIARA.

L’annuncio è stato dato dal sito www.fotosantateresadiriva.com  gestito dell’architetto Salvatore Coglitore, appassionato di storia e cultura del comprensorio Jonico.