Archive for the ‘Riviera Jonica’ Category

Nino Ucchino. Lignum et inox

marzo 19, 2008

In occasione della Settimana Santa quaresimale le Gallerie d’Arte Benucci e le Gallerie d’Arte La Nuvola presentano, lunedì 17 marzo alle ore 18.30, Lignum et inox. Arte e Fede nel tempo. Presenzieranno all’inaugurazione l’Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma Vincenzo Vita, Il Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, L’Assessore Regionale alle Politiche Agricole Daniela Valentini ed il Soprintendente al Polo Museale Romano Claudio Strinati.In occasione di questa mostra l’arte antica e l’arte contemporanea interagiscono sul tema comune della fede, in un confronto non solo cronologico ma anche tecnico: l’esposizione di opere antiche in legno e di sculture in acciaio inox del maestro Nino Ucchino mettono in parallelo due epoche diverse.

Verranno infatti presentate, nelle sale della galleria di via del Babuino, alcune tra le più rappresentative tavole fondo oro del XIII e del XIV secolo. Un Cristo ligneo policromo della cerchia del Verrocchio (Firenze, XV secolo) alto 163 cm sarà invece esposto all’entrata della galleria, creando una sorta di dialogo con due splendide opere di Nino Ucchino che verranno posizionate fuori della galleria, sul marciapiede di Via del Babuino. Si tratta di due colossali sculture alte due metri e mezzo interamente realizzate in acciaio inox, materiale che contraddistingue il lavoro dell’artista, rappresentanti l’effigie di Gesù in due momenti diversi della sua vita. Sono “Il Cristo” del 1998, raffigurante Gesù in atto benedicente e “Sturm” del 2008. Nelle opere si evince uno sguardo d’acciaio che sembra intenerirsi ed i gesti appaiono percorsi da un soffio che li anima. La tecnica usata dallo scultore, nato nel 1952 a Santa Teresa di Riva, è pregevole ed innovativa in quanto l’acciaio inox, prima di Ucchino, non è mai stato usato per rappresentare opere figurative. Le sue opere hanno destato l’interesse dei più grandi critici e storici dell’arte, fra i quali Giulio Carlo Argan.

Un’opera monumentale dello scultore, datata 1993 ed alta tre metri e mezzo dal titolo “La piramide e gli zoccoli” sarà invece esposta davanti al Museo Canova. L’opera rappresenta un asino sormontato dalla Piramide della Vita, simbolo notoriamente cristologico di onestà e fedeltà (l’asinello che scaldò Gesù bambino) e leit motiv della ricerca artistica di Ucchino. Lo scultore, che ha realizzato negli ultimi venti anni vari lavori rappresentanti l’animale, allegoria della civiltà contadina e della cultura dei popoli del Mediterraneo, spiega: “La nobiltà di questo animale è attestato dallo spirito di sacrificio con cui ha partecipato alla costruzione della nostra civiltà. Con il suo duro lavoro questo animale ha aiutato a sfamare intere generazioni. E quando non ce l’ha fatta si è inginocchiato dal peso. Ed è crollato, e a volte è morto. Sempre in silenzio”.

Nelle Gallerie La Nuvola di Via Margutta 51/a e 62/a verranno inoltre presentati alcuni recenti lavori dell’artista.

Nino Ucchino. Lignum et inox
Arte e Fede nel tempo

Inaugurazione: lunedì 17 marzo 2008, ore 18.30
Periodo: 17 – 22 marzo 2008

Gallerie d’Arte Benucci – Gallerie d’Arte La Nuvola
Via del Babuino 150/c – Via Margutta 51/a – Via Margutta 62/a
Roma

Fonte arte.go.it 

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Proclamato lo stato di emergenza

gennaio 9, 2008
Il 21 dicembre 2007  è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la dichiarazione dello 
stato di emergenza in ordine agli eccezionali eventi atmosferici verificatisi nei mesi 

di settembre, ottobre e novembre 2007 nei comuni della fascia jonica della provincia di Messina.

									

Sciopero Tir,disagi anche per la Riviera Jonica

dicembre 11, 2007

Cominciano a farsi sentire i primi disagi a causa dello stop nazionale dei mezzi pesanti che da ieri sta interessando anche la Riviera Jonica. Mentre gli autotrasportatori continuano a protestare sulle strade contro le buste paga basse, la mancanza di una regolamentazione del settore e il caro gasolio e, anzi, aumentano i presidi che dovrebbero proseguire fino a venerdì, anche nella Riviera Jonica Messinese  si avvertono le prime difficoltà.

Già da questa mattina alcune pompe di carburante nei distributori sono a secco, in linea con l’allarme benzina lanciato nel resto della Penisola.

Preoccupazione anche per la fornitura di alcuni generi alimentari e per i prodotti agroalimentari bloccati sulle strade.

Intanto, gli autotrasportatori siciliani, come del resto i loro colleghi nel resto d’Italia, si preparano a passare un’altra notte sulle strade e autostrade.

Studenti siciliani all’Europarlamento

dicembre 8, 2007

I ragazzi vincitori del concorso scolastico del Movimento per la vita,  “Io, giovane e la famiglia” si recheranno in viaggio premio a Strasburgo dall’11 al 14 dicembre. Circa 20mila studenti di tutta Italia, infatti, hanno preso parte alla manifestazione. Tra questi vi saranno sette studenti messinesi: Maria Angela Magno (Scaletta Zanclea), Lavinia Aloiso (S.Stefano Briga), Rosaria De Francesco ( S.Filippo Inferiore) , Giuseppina Spadaro e Ivana Spadaio (Santa Teresa di Riva) , Antonio La Fauci e Valentina Buemi (Messina) , Giuseppe Lo Iacono (Mistretta).

Al termine della discussione a cui parteciperanno verrà redatto un documento, che sarà presentato all’attenzione dei parlamentari europei. Durante la “trasferta di lavoro” ai ragazzi non mancheranno momenti di festa e opportunità di socializzazione.

L’iniziativa è stata promossa dal Movimento per la vita italiano con l’alto patronato del presidente della Repubblica, con il patrocinio del Consiglio dei ministri, del ministro della Pubblica istruzione e del ministro della Famiglia.

Una riviera assuefatta al rumore dell’Autostrada

novembre 26, 2007

Ciò che nel resto d’Italia è normale, al Sud ed in Sicilia in particolar modo diventa “eccezionale”.

Tornando a parlare delle famose “piccole cose” che contribuiscono a fare i grandi cambiamenti, a proposito di vivibilità e rispetto per l’ambiente, continuiamo il nostro viaggio tra le arretratezze presenti nei nostri paesi. Da ormai mezzo secolo i paesi della nostra riviera sopportano il passaggio dell’Autostrada «Messina – Catania». In molti tratti, l’autostrada costeggia il centro abitato. In alcuni paesi addirittura vi sono case che distano dall’A18 solo pochi metri. Chi vive vicino l’autostrada sa benissimo cosa deve sopportare, specie se in quel tratto vi sono delle giunture o dei ponti. Per non parlare delle forature delle gomme dei tir in piena notte… Da Roma in su, tutti i centri abitati attraversati dall’autostrada sono protetti da pannelli fono-assorbenti. Anzi, in molte città del nord le amministrazioni comunali si battono addirittura per il miglioramento ed il potenziamento della qualità dei pannelli fonoassorbenti. Sono infatti già in produzione delle barriere acustiche che alle caratteristiche di fonoassorbenza aggiungeranno quella fotocatalitica in grado di ridurre l’inquinamento atmosferico. In Sicilia e nella nostra Riviera invece di pannelli fonoassorbenti nemmeno l’ombra. Eppure tutti i centri abitati della nostra riviera sono praticamente “incastrati”  tra autostrada , ferrovia e strada statale. Un cocktail micidiale di inquinamento acustico ed ambientale. Un problema del quale però le nostre amministrazioni non sembrano preoccuparsi più di tanto. “E’ compito della Società Autostrade” dicono i sindaci . Dall’altra parte invece la Società Autostrada risponde che devono essere i comuni a farne richiesta. E così, via col solito scaricabarile tra istituzioni. Una prassi alla quale noi siciliani ci siamo purtroppo ormai abituati (e contro il quale forse non facciamo molto).  Tra l’altro nel motore di ricerca interno del sito del Consorzio Autostrade Siciliane , cercando all’interno le parole “fonoassorbenti” e insonorizzazione” non si ottiene nessun risultato. In realtà a livello locale l’inquinamento acustico è considerato meno importante di altre problematiche . Eppure è risaputo che  il rumore è fra le cause principali del peggioramento della qualità della vita. La caratteristica principale dell’inquinamento acustico è quello di essere invisibile. A differenza di altre problematiche ambientali (come possono essere le spiagge sporche o una costruzione edilizia abusiva) , il rumore non ha nulla di “spettacolare” ed è invisibile agli occhi. Occhio non vede cuore non duole insomma. Certo forse è pure vero che i nostri responsabili politici non sono consapevoli del problema e non  hanno dimestichezza con gli effetti dell’inquinamento acustico. L’installazione di pannelli fonoassorbenti lungo la carreggiata dell’Autostrada non dovrebbe essere un’operazione eccessivamente costosa . Sicuramente meno di altre cattedrali nel deserto presenti sul nostro territorio. Non è una “grande opera” ma una semplice miglioria. Un lavoro che dovrebbe essere “scontato” (lo è nelle regioni progredite) diventa un’ “impresa impossibile” in Sicilia. Ovviamente la colpa non è di nessuno. Gli amministratori comunali fanno il loro dovere, i dirigenti di Società Autostrade pure. Vuoi vedere che la colpa è degli automobilisti che attraversano l’autostrada o peggio ancora di noi cittadini che ci lamentiamo sempre e non siamo mai contenti?  In fondo cosa c’è di male? Dopo un po’ ci si abitua a tutto. Anche al rumore. E noi alle autostrade ci siamo abituati da mezzo secolo, forse a qualcuno potrebbe anche dispiacere non sentire più quel frastuono di tir che giorno e notte 24 ore su 24 strombazzano  passando ad alta velocità a pochi metri dalle nostre camere da letto.

La Riviera Jonica fuori dal percorso di…vino

novembre 25, 2007

Sarà un annata da dimenticare quella del 2007 per la vendemmia in Sicilia. Il caldo torrido dell’estate e i capricci climatici di questo inverno non hanno risparmiato nemmeno le colture siciliane. Ed anche i piccoli produttori  della nostra riviera quest’anno devono fare i conti con le intemperie. In tutta la provincia di Messina gli esperti parlano di un 35% di vigneti rovinati. Ma in certi casi la percentuale arriva anche al 50%. Alle cause climatiche si è aggiunto anche l’attacco della Peronospora, il fungo che attacca i grappoli rendendoli inutilizzabili. La Confederazione degli Agricoltori siciliana parla di calamità e già si preannunciano richieste di danni. Oltre il 50% della produzione è andata perduta. Si tratta dunque di un grave danno economico per gli imprenditori del settore. Nei paesi della nostra riviera non sorgono grossi impianti, nè tanto meno cantine o etichette importanti. Eppure non è certo un problema di qualità o di quantità. Le colline e le caratteristiche climatiche dei nostri paesi non hanno nulla da invidiare ad altri territori della provincia dove invece si registrano importanti etichette. Su internet , il sito http://www.stradadelvinomessina.it segnala tutti gli itinerari ed i percorsi da seguire per gli amanti del vino nella provincia di Messina. Tre sono i percorsi indicati: percorso Mamertino, percorso Faro e percorso Malvasia. Ovviamente la riviera jonica messinese non è inserita in nessuno dei tre. Nessun paese delle valli comprese tra Capo Scaletta e Capo Sant’Alessio merita un posto nelle strade del vino della provincia messinese. Peccato. Eppure noi tutti siamo consapevoli del fatto che dall’uva prodotta nelle nostre vallate si realizza un ottimo ed apprezzato vino. Quello che manca è la certificazione. Forse sarebbe il caso di avviare anche per il vino della nostra riviera lo stesso processo di promozione e di salvaguardia avviato egregiamente da qualche anno per il limone Interdonato. Il vino non è solo agricoltura, ma anche gastronomia e turismo. Negli ultimi anni i fondi pubblici destinati all’agricoltura sono serviti quasi spesso per realizzare agriturismi. Peccato però che il più delle volte si tratta di agriturismi “fantasma”. Esistono solo sulla carta. Non creano posti di lavoro, non creano posti letto. Milioni di euro che dovevano servire al settore agricolo sono stati spesi in mattoni e cemento. È pur vero che molte strutture sono state ben avviate e funzionano egregiamente. Ma si tratta, ahi noi, di poche eccezioni. Forse oggi è giunto il tempo di cambiare le politiche di sviluppo agrario: meno agriturismi e più produzione agricola. Forse è giunto il momento di aiutare chi effettivamente in campagna ci lavora e non chi ci vuole solo speculare realizzando mega strutture con piscine lussuose in mezzo a distese di rovi secchi e agrumeti abbandonati. Più terreno coltivato significa anche meno rischio incendi, più fatturato per le imprese agricole e quindi più posti di lavoro. Non ci resta che augurarci che i nostri amministratori comincino ad imparare dalle altre realtà presenti nella nostra provincia senza guardare troppo lontano. Se invece tutto rimarrà così come è adesso, probabilmente anche qui succederà quello che è successo in altre parti della Sicilia. Forse un giorno succederà anche per il vino quello che è successo per altre nostre risorse (vedi acqua Gerasia di Alì). Capitali stranieri  compreranno un intera vallata ci “ruberanno” il sole e l’aria e produrranno magari un vino DOC con mezzi e personale specializzato forestiero. Noi poi andremo al supermercato a comprarlo finanziando aziende del continente e contribuendo, nostro malgrado, ad impoverire l’economia del nostro territorio.

Se l’acqua diventa merce.

agosto 24, 2006

Forse sono pochi i cittadini consapevoli di come e quanto cambieranno le cose con la privatizzazione della gestione acque in provincia di Messina. Anzi, probabilmente, visto il silenzio di stampa e tv sull’argomento, la maggior parte dei cittadini nemmeno sa che è in corso il processo di privatizzazione dell’ATO Acque. Eppure si tratta di qualcosa destinato a cambiare radicalmente il futuro di tutti i paesi messinesi. E le cose, ovviamente, cambieranno in peggio. Sono ormai diversi mesi che sindaci della provincia insieme ad associazioni ambientaliste, capeggiate dalla Rete Lilliput, manifestano e protestano contro il progetto di privatizzazione dell’ATO acque Messina. Un progetto che col passare dei giorni diventa sempre più concreto. Il Commissario straordinario dell’ATO infatti, Giovanni Immordino, intende andare avanti con l’iter che porterà alla privatizzazione dell’ente pubblico. La cosa che più di ogni altra fa infuriare le associazioni ambientaliste e le amministrazioni comunali è il fatto che tale processo va avanti nonostante la disapprovazione della maggior parte dei sindaci della provincia. L’80 % dei Consigli Comunali messinesi (77 su 108) infatti, ha espresso parere contrario alla privatizzazione. Secondo la Regione Siciliana invece, per bocciare la privatizzazione sarebbe stata necessaria l’approvazione ad unanimità da parte di tutti i 108 comuni messinesi. Strane “regole” si inventano i nostri governanti pur di raggiungere i propri scopi. Riuscite ad immaginare tutti i 108 sindaci votare unanimemente qualcosa? Nemmeno in un film di fantascienza…Fatto sta che Regione Siciliana e Provincia Regionale di Messina continuano a credere che l’unica strada da seguire per la risoluzione dei problemi idrici in provincia di Messina sia l’affidamento della gestione idrica ad una società privata.

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