Archive for the ‘Mojo Alcantara’ Category

Mojo Alcantara, la terra delle pesche

febbraio 23, 2008

Le prime notizie storiche su Mojo risalgono al 1400, quando il piccolo centro dell’Alcantara era feudo del medico Tommaso Tortorici (o Tortoreto); a costui lo concedette la regina Eleonora, moglie di Ferdinando Il d’Aragona.

Successivamente passò alla signoria dei Lanza (originariamente “Lancia”) per via del matrimonio tra Rosa (o Rosana), figlia del Tortorici, e Manfredi Lanza.

Capostipite dei Lanza fu il Duca Ernesto di Baviera il quale nel 970, in omaggio alle sue doti di valoroso condottiero, venne soprannominato “Capitano della Grande Lancia”; da qui la denominazione dell’illustre casato i cui numerosi esponenti acquistarono nei secoli feudi e signorie in tutta la penisola italiana nonché in Sicilia.

La nascita ufficiale del borgo di Mojo si ebbe nel 1602, sotto la reggenza di Palmerio (o Palmerino) Lanza; in quell’anno, infatti, l’autorità règia gli concedette la cosiddetta “licentia populandi”. Dove oggi sorge l’attuale Municipio i Lanza provvidero a far edificare anche il loro palazzo baronale. I segni della presenza a Mojo della signoria dei Lanza si avvertono a tutt’oggi attraverso le proprietà immobiliari detenute dai loro discendenti e ricadenti nel territorio moiese.

Il 27 luglio del 1928, il regime fascista accorpò Mojo alla vicina Malvagna, riunendo i due centri sotto la denominazione unitaria di “Lanza”.

Il 21 gennaio del 1947, con l’avvento del regime repubblicano, un decreto del Capo provvisorio dello Stato ha scisso Lanza negli attuali due Comuni autonomi di Mojo e Malvagna.

Mojo Alcantara attualmente conta circa 900 abitanti (890 stando all’ultimo censimento ufficiale). Rispetto ai Comuni limitrofi, spopolatisi per effetto dell’emigrazione, nonché del calo delle nascite, l’andamento demografico di Mojo può considerarsi stabile. Il paese si estende su di una superficie di 8,39 chilometri quadrati posta a 535 metri sul livello del mare. La sua economia poggia prevalentemente sull’agricoltura.

LA FLORA

Malgrado i problemi ambientali, causati dall’inquinamento e dall’attività indiscriminata di disboscamento, la Valle dell’Alcantara è ancora oggi una delle zone più verdi e floride della Sicilia. Purtroppo, fatta eccezione per qualche raro cespuglio lungo le rive, non esistono più i rinomati platani dell’Alcantara; da tempo è scomparso anche il papiro, mentre più frequente è l’oleandro, le cui fioriture orlano di una frangia rosea il basso corso del fiume.

La vegetazione presente nei dintorni di Mojo Alcantara alterna macchia secondaria (complesso vegetale intricato, spinoso e quasi impenetrabile derivato dalla degenerazione, per cause umane, della primitiva foresta di querce sempreverdi) a gariga (vegetazione fatta di piccoli arbusti e derivata dalla distruzione, sempre ad opera dell’uomo, della macchia secondaria). Tra le piante che s’incontrano con più ricorrenza citiamo le euforbie, i cardi, le anemoni, le malve e numerose graminacee. La verde e lussureggiante Piana di Mojo costituisce per gli abitanti del piccolo centro un autentico polmone di benessere e sviluppo in quanto la sua terra ricca d’acqua fornisce frutta ed ortaggi di ogni genere.

Ma il fiore all’occhiello della pianura di Mojo e di tutta l’agricoltura locale sono i pescheti, il cui gustosissimo frutto viene solennemente celebrato in agosto con la cosiddetta “Sagra delle Pesche”, quando per le strade di Mojo vengono allestiti stand e bancarelle che espongono ed offrono al pubblico quintali di pesche nonché deliziosi prodotti da esse derivati (dolci, sciroppi, confetture, ecc.). E’ ormai scientificamente assodato, comunque, che il merito della rigogliosità delle campagne di Mojo Alcantara, così come di quasi tutti gli altri territori alle pendici dell’Etna, è anche da ascrivere alla presenza del fertile terreno vulcanico.

Sul vulcanetto di Mojo, peraltro, sino ad una decina di anni fa venivano effettuate coltivazioni a vigneto; ma l’erosione dello strato superficiale ad opera delle piogge e dei venti ha costretto gli agricoltori ad abbandonare questa coltura poiché il prodotto che ne derivava presentava caratteristiche poco gradevoli, tra cui un’eccessiva amarosità.

LA FAUNA

Anticamente il fiume Alcantara era abbondantemente popolato di anguille, trote, tinche, storioni, lucci, alose e corinelle; da ciò l’originaria denominazione di Onòbala, ossia “fiume dell’abbondanza”. Con l’avanzare del progresso, però, l’inquinamento ambientale ha determinato la pressocchè totale estinzione di queste specie ittiche. Presso le rive, invece, vive il discoglosso dipinto, una rana tipica dei Paesi mediterranei dalla forma e colorazione molto simili a quelle della rana comune.

Tra la vegetazione delle sponde ed i greti sassosi, inoltre, può capitare di incontrare il colubro leopardino, uno dei più bei rettili europei alla perenne ricerca di topi ed altri piccoli roditori di cui si ciba.

Per quanto concerne i volatili, nella Piana di Mojo è stata vista più volte aggirarsi e nidificare l’aquila del Bonelli, anche se la presenza di cacciatori ignoranti e collezionisti senza scrupoli ha reso sempre più rari simili avvistamenti.

Fonte comune.moioalcantara.me.it