Archive for the ‘Itala’ Category

Itala, sequestro area divenuta discarica

febbraio 28, 2008

ITALA – Denunciati sindaco, ex sindaco e dirigente tecnico del Comune di Itala per violazione del decreto Ronchi. Sequestrata un’area di 30 ettari.
I carabinieri della Compagnia Messina Sud hanno sequestrato ad Itala un’area di circa 30 ettari che un finanziamento regionale del 2001 destinava allo stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali.

Vale a dire che entro 30 giorni i rifiuti in essa depositati andavano trasferiti in una discarica per lo smaltimento.

Ma un recente controllo effettuato dai militari dell’Arma ha permesso di scoprire che l’area conteneva 50 tonnellate di rifiuti speciali.

Frigoriferi, cucine, suppellettili varie, giacevano ammassati su quella porzione di territorio di contrada Giardino di Itala.

Sono stati denunciati per violazione del decreto Ronchi l’ex sindaco del paese, Antonino Crisafulli, l’attuale, Antonino Miceli, ed il capo tecnico del Comune di Itala, Giovanni Cuppari.

Fonte: Normanno

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Pietro Cuppari, illustre italese

febbraio 7, 2008

Il sette febbraio 2008 ricorre il 138° anniversario della morte di Pietro Cuppari, illustre scienziato-agronomo italese noto in tutta Italia. Sono numerosi gli istituti scolastici che portano il suo nome in diverse regioni d’Italia. Anche nella nostra provincia, oltre all’Istituto Agrario di San Placido, a lui sono intitolate anche numerose vie e piazze in diversi paesi. Gli studi dell’agronomo Pietro Cuppari sono ancora oggi oggetto di studio e analisi. Per rendersi conto della grandezza del Cuppari è sufficiente fare una ricerca su internet per ritrovarsi a leggere numerosi commenti e articoli di studenti e professori di ogni parte d’Italia che ne elogiano il lavoro e le opere. Anche la stampa locale ha scritto molto sulla sua vita e sulle sue opere. Nato a Itala il 6 maggio 1816 si dimostra da subito particolarmente avvezzo allo studio e lascia il piccolo paese in giovane età  per trasferirsi a Messina e dedicarsi allo studio del latino. A soli 16 anni viene accolto presso la prestigiosa scuola di filosofia del filosofo e letterato messinese Antonio Catara Lettieri, che,  nonostante “ i capelli incolti ed i robusti scarponi” ne intuisce da subito l’ingegno e le raffinate capacità intellettive. Qui Pietro Cuppari frequenta il corso di filosofia del diritto ed in poco tempo diviene l’allievo preferito del Lettieri . Iscritto all’Università di Messina, si dedicò agli studi di medicina ed altre materie scientifiche fino ad ottenere la laurea in medicina.  Laureato decide di lasciare Messina, soffocata dalla tirannide borbonica per trasferirsi nella più liberale Toscana. In Toscana si iscrisse all’Istituto Agrario fondato dal marchese Giacomo Ridolfi. Dopo aver completato gli studi iniziò una serie di viaggi in Europa che lo portarono a Parigi dove visse per due anni, poi a Londra, in Belgio, Svizzera e Berlino. Tornato a Messina esercitò con passione la professione di medico per molti anni. Intanto in Toscana, il marchese Ridolfi è costretto a lasciare la cattedra all’università dell’Agricoltura poiché chiamato a far parte del governo. Dovendo scegliere un suo successore, Ridolfi si rivolse proprio a Pietro Cuppari, chiedendogli di prendere il suo posto. Il giovane italese dapprima rifiutò la proposta, essendo molto legato alla propria terra ed al padre. E fu solo dopo la morte di quest’ultimo che decise di accettare la richiesta di Ridolfi. Così , nel 1845 a soli 28 anni, Pietro Cuppari divenne titolare della cattedra di Agricoltura e Pastorizia di Pisa, vincendo la concorrenza di altri illustri ed anziani docenti. In quegli anni divenne amico di altri messinesi come La Farina, Parlatore e Gioberti che si trovavano esuli a Pisa. Si narra che tra i motivi che stimolarono gli studi di Pietro Cuppari , oltre ad una innata capacità ed intelligenza vi fu un forte dispiacere personale. Pare infatti che venne colpito da un forte senso di colpa per non esser riuscito a guarire una bambina affetta da un brutto male. Fu per questo motivo che decise di dedicare il resto della propria esistenza allo studio ed alla ricerca. Non solo grandi doti scientifiche dunque, ma anche una grande umanità e senso del dovere. Un altro avvenimento che ci aiuta a capire la grandezza di quest’uomo, si ebbe quando la Toscana antiunitaria, decise di sopprimere per motivi politici l’Università ed anche la cattedra di Agraria. Il Cuppari affittò a proprie spese i locali e continuò ad impartire le lezioni a sue spese a studenti provenienti da tutta Italia formando numerosi agronomi. Quando nel 1859 la Giacomo Ridolfi venne nominato Ministro dell’Istruzione Pubblica, dopo aver ricomposto l’Università di Agraria e Pastorizia e ne riaffidò la cattedra nuovamente al Cuppari. Nel 1870, viene colto da malore e muore a soli 54 anni. Viene da domandarsi cosa sarebbe riuscito a fare ancora se non fosse morto così prematuramente. Per quanto riguarda le opere tralasciate si contano ben 34 opere, numerose collaborazioni con periodici scientifici dell’epoca. Negli ultimi anni stava ultimando la traduzione delle Georgiche con il commento scientifico delle tecniche agrarie adottate dai romani. Pubblichiamo di seguito uno stralcio tratto da una delle sue più celebri opere «Lezioni di agricoltura»: “L’agricoltura s’industria di cavare maggior prodotto, ossia maggior fruttato, dalla terra … L’ uomo, che si va passo passo incivilendo, non si limita a questo insignorirsi dei prodotti naturali, ma si ingegna di contribuirvi aiutando in qualche modo le native proprietà della pianta, della terra, e in certa misura anco dell’aria. Non si contenta di atterrare l’albero per cogliere i frutti selvatici, ma elegge i semi, semina, innesta e si adopera a cavarne i frutti più abbondanti e  saporiti, come non si contenta di pescar in mare il pesce venuto da sé, ma lo nutrica e cura nel vivaio. E’ questo il distintivo nell’uomo incivilito: adoprarsi a modificare con acconcio conserto di espedienti la vita per accomodarne i prodotti ai bisogni propri”. Poche parole che bastano per evidenziare l’attualità degli scritti di Cuppari, del quale ci riserviamo di pubblicare altri stralci in prossimi numeri.

Fonte: Hermes – Sebiano Chillemi

Il presepe vivente, un appuntamento che si rinnova

dicembre 17, 2007

Dopo il successo delle passate edizioni, che hanno registrato la presenza di centinaia di visitatori, giunge alla sesta edizione la sacra rappresentazione vivente della nascita di Gesù realizzata dalla comunità parrocchiale di Itala Marina. Un evento quello preparato dalla comunità guidata da Padre Carlo Olivieri divenuto ormai uno dei più attesi appuntamenti natalizi a sfondo culturale e religioso della riviera jonica messinese. La tradizionale manifestazione paesana ha il pregio di riunire e coinvolgere circa 80 volontari tra anziani, giovani e bambini, facendoli lavorare insieme e presentandosi dunque non solo come rappresentazione artistica ma anche come espressione di solidarietà e vita sociale.  Allestire un Presepe vivente così “vivo” non è semplice; c’è molta legna da tagliare, canne da legare, bisogna “arredare” le botteghe per gli artigiani e le locande, occorre preparare le torce a vento, l’impianto luminoso, la filodiffusione. Il sacrificio e la fatica dei giorni trascorsi tra fili, martelli e attrezzi vari scompaiono però quando le porte del presepe si aprono ai numerosi visitatori. Lontani dai bagliori delle decorazioni natalizie, la tenue luce delle fiaccole conferisce alla villetta che ospita la rappresentazione quella magica semplicità tipica del periodo in cui nacque Gesù il Nazareno. Tra pastori erranti in attesa di un “evento inspiegabile” , arabi infreddoliti e botteghe artigianali con mescolanze di profumi e delizie.  I  figuranti, animando una quarantina di scene, fanno rivivere scorci di vita quotidiana riproposta, in questa piccola Betlemme nostrana, come una comunità contadina tipica di 2000 anni fa. Come per magia il passato rivive con il suo caratteristico paesaggio, il suo folklore e le sue tradizioni, riprendono vita quegli antichi mestieri quasi dimenticati:oltre agli immancabili pastori con le loro pecore,  ecco le donne che impastano il pane ed i maccheroni per le povere mense,  l’ oste con la botte del vino, il fornaio che sforna il pane, l’astrologa con la sfera di cristallo, il pescivendolo (coi pesci rigorosamente veri e freschissimi), le donne che lavorano al telaio, il falegname e tante altre figure tipiche delle sacre rappresentazioni viventi. La grotta è costituita dall’antica chiesa del ‘600 adiacente alla villetta nella quale si svolge la rappresentazione . È qui che tra la paglia, in un tepore irreale, tra il bue e l’asinello (autentici, come tutti gli altri personaggi) sotto lo sguardo dolce di Maria e Giuseppe, dorme un “bimbo” dolcemente cullato dalle nenie di un coro pastorizio. Quella che si svolge a Itala Marina è una manifestazione che riesce a combinare religiosità, sentimento, atmosfera e solidarietà.

L’ingresso è gratuito, e le libere offerte che verranno raccolte durante le rappresentazioni , saranno interamente destinati a progetti missionari.

A caccia di stelle cadenti sul Monte Scuderi

agosto 24, 2007

Una notte a stretto contatto con la natura. Quest’anno per una strana coincidenza,  la “Festa della Montagna” cadrà proprio tra l’11 e 12 agosto, la notte immediatamente successiva a quella di San Lorenzo. Giorni in cui milioni di persone passano le notti col naso all’insù alla ricerca della stella cadente e del desiderio da esprimere. Lontano dalle luci urbane, Monte Scuderi rappresenta indubbiamente un ottimo “osservatorio” per tutti gli appassionati di stelle comete e degli amanti della natura. La serata inizia alle 16.00 con il raduno e l’accampamento in contrada Fossa Lupa a poche centinaia di metri dalla cima del monte. Cena a base della caratteristica “sasizza supra i ciaramiti” e vino locale. Il tutto allietato da canti popolari e balli attorno al falò (rigorosamente controllato) . Dopo cena, diversi gruppi di escursionisti si avventurano in suggestive passeggiate notturne lungo i sentieri della Riserva alla ricerca della postazione ideale per osservare il cielo con la speranza di vedere le stelle cadenti. La mattina sveglia all’alba, colazione e via all’escursione sulla cima della montagna ad ammirare le famose grotte nelle quali, secondo la leggenda,  vi è nascosto un immenso tesoro. In tarda mattinata, quando il sole comincia a picchiare forte, rientro al campo base di Fossa Lupa per il convegno “Il tesoro della montagna nel viaggio per trovarlo”. A seguire il pranzo che chiude la manifestazione con la tipica”schiticchiata” . Lo scorso anno la notte della festa è stata illuminata da una straordinaria luna piena che ha reso visibile tutte le vallate, rendendo perfino superfluo l’utilizzo delle torce elettriche. Un fascino senza tempo quello esercitato dalla “montagna del tesoro”. Tra mito, leggenda e risorse naturali , da secoli ormai il monte rappresenta un importante punto di riferimento non solo metaforico, ma anche economico per tutti i paesi sorti nelle sue vallate. Ieri con le sue risorse minerarie e le ghiacciaie,  oggi in qualità di attrazione turistica. Autentica miniera dalle mille risorse, nonché naturale serbatoio di acqua. Non a caso le valli di Itala, Alì e Nisi sono tra le poche in riviera a non avere mai avuto problemi di carenza di acqua. Fa ben sperare inoltre il finanziamento dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per il “Recupero ambientale della Valle di Itala con miglioramento dell’accessibilità alla riserva naturale Monte Scuderi e delle aree connesse”, che prevede la messa in sicurezza del centro abitato ed il consolidamento di un itinerario naturalistico di 2.600 metri, che permetterà ai visitatori di poter raggiungere Monte Scuderi e la zona di Mandrazzi, in cui è in atto un intervento di riqualificazione ambientale che prevede l’impianto di un parco con laghetti artificiali, area attrezzata ed un punto panoramico. La Festa della Montagna , giunto ormai alla sua terza edizione ,si inserisce perfettamente in quest’ottica di sviluppo rurale e turistico che mira a promuovere il territorio nel pieno rispetto della cultura e delle tradizioni locali.