Archive for the ‘Fiumedinisi’ Category

Cateno De Luca tra i deputati regionali più ricchi

marzo 24, 2008

Nella graduatoria dei deputati dell’ARS più abbienti c’è Cateno De Luca, il giovane sindaco di Fiumedinisi esponente del MPA, si piazza al secondo posto della classifica dei redditi dei parlamentari siciliani subito dopo Nunzio Cappadona dell’Udc. De Luca che possiede due società turistiche ha venduto il 40% della “Dioniso srl” e ha visto quasi triplicare il proprio reddito(300.524 euro) rispetto all’anno scorso. De Luca ha superato pure l’ex governatore Salvatore Cuffaro scivolato al quarto posto perchè sul podio è salito pure il catanese Raffaele Nicotra (Mpa).

Di seguito gli otto deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana con le dichiarazioni più alte.
Fonte: La repubblica Ed.Palermo del 23/03/08

Deputato

Gruppo

2007

2006

Nunzio Cappadona

UDC

460.408

455.600

Cateno De Luca

MPA

300.524

109.550

Raffaele Nicotra

MPA

295.250

109.550

Salvatore Cuffaro

UDC

292.342

282.137

Antonino Beninati

PDL

258.265

258.265

Vincenzo Culicchia

PD

247.231

248.383

Gianfranco Miccichè

PDL

224.521

183.063

Salvatore Cintola

UDC

221.956

268.318

Fiumedinisi, una valle ricca di storia e tradizioni

gennaio 17, 2008

Sono poche le persone che negli ultimi anni in Sicilia non hanno sentito parlare almeno una volta di Fiumedinisi. Sagre, feste, manifestazioni culturali e folcloristiche. Eventi di grande richiamo che hanno attirato nel piccolo borgo medievale numerosi visitatori. Un successo che è frutto di una vincente operazione promozionale che ha scommesso sulla valorizzazione delle antiche tradizioni e dei prodotti locali. Negli ultimi anni Fiumedinisi ha puntato tutto sulla promozione turistica, facendo tesoro della sua storia, della sua cultura e delle sue risorse ambientali. Una scommessa coraggiosa e vincente. Tanto vincente da far diventare la strategia di Fiumedinisi un vero e proprio modello da seguire anche per gli altri centri della Riviera Jonica messinese. Ricco di monumenti e bellezze ambientali da visitare, il piccolo borgo merita senz’altro di essere visitato, specialmente per gli amanti della natura e delle tradizioni popolari. Conosciutissima la manifestazione enogastronomica “Capricci d’Autunno” che si svolge ogni anno nel mese di novembre. Si tratta di una vera e propria esposizione d’arte culinaria in un tripudio di stand ’s dai variegati colori della natura, dal formaggio alla ricotta calda, salame e pancetta il pane, quello fatto con il lievito naturale e ancora altre delizie, olive e sottaceti. Il tutto ornato da musica e balli popolari all’insegna dei tradizionali stornelli contadini. Tutto il centro di Fiumedinisi , le piazze e i vicoli del centro storico fanno da coreografia trasformandosi in un vero e proprio palco a cielo aperto con l’esibizione dei “Canterini Ciuminisani” che sfilano per il paese intonando le tipiche canzoni della cultura popolare. Numerosi i monumenti di Fiumedinisi da visitare. Fra tutti spicca l’antico castello medievale del “Belvedere” sito in cima al territorio nisano, in un luogo strategico che sembra dominare l’intera valle. La storia recente del castello e del borgo di Fiumedinisi è raccontata da documenti storici risalenti al 1197. Il 28 settembre 1197, Enrico VI, padre di Federico II, muore a Fiumedinisi in seguito ad una tragica fatalità (si ritiene a causa di un blocco intestinale causato dall’aver bevuto l’acqua fredda del fiume, subito dopo una movimentata battuta di caccia). Nel 1271 l’abitato è attestato come casale e nel 1296 è già feudo del miles Ruggero de Vallone da Messina. Nel 1354 Flumen Dionisyi, insieme con il castello, viene conquistata dal miles Giovanni Saccamo e l’anno seguente riconquistata dal conte di Aidone. Re Federico IV, nel 1357, concede il casale e la fortezza a Giovanni Mangiavacca capitano e castellano di Francavilla, insieme al casale di Limina. Ancora, in questo interminabile passaggio di consegne, Tommaso Romano Colonna riceve l’abitato dal re Martino e dalla regina Maria nel 1392. Finalmente, l’abitato di Fiumedinisi ed il castello rimarranno in mano ai Colonna Romano sino all’abolizione del feudalesimo (www.paesaggi.it) . Secondo quanto riportato da documenti storici, esso fu costruito dagli arabi nel IX secolo come fortezza. Successivamente , sotto la dominazione normanna venne adibito ad abitazione signorile. Pare che dove oggi sorge il Castello, in precedenza vi fosse il tempio Nikos realizzato dai Greci (Calcidesi) in onore a Dioniso. Per raggiungere il Castello,giunti in paese, seguire la segnaletica. La strada rotabile è in salita ripida e sterrata. Si giunge in automobile a poche decine di metri dal castello. Rappresenta senza dubbio il monumento simbolo del paese. Sito a 743 metri sul livello del mare, in cima alla Valle del Nisi, presso un eccezionale punto panoramico. Dal Castello infatti si gode di una visuale straordinaria ed è possibile ammirare l’intera costa jonica, da Capo Alì a Capo Sant’Alessio. Proprio questa sua posizione panoramica gli è valso il nome di “Castello Belvedere”. L’intera zona circostante il castello e tutto il Monte Belvedere sarà interessata da una campagna di scavi archeologici “Fiumedinisi Project” curata dall’Istituto Italiano di Archeologia Sperimentale (IIAS) che consentirà di portare alla luce il patrimonio archeologico ancora nascosto. Altro monumento importante è il Palazzo della Zecca risalente al 1669 di stile barocco e recentemente restaurato. Si tratta dell’antico palazzo del Governo usato come ufficio ed alloggiamento dei tecnici stranieri che dirigevano lo sfruttamento minerario. Il territorio di Fiumedinisi infatti in passato è stato ricco di risorse minerarie. Nel palazzo venivano dunque registrate le operazioni di estrazione di argento per la coniazione in loco di monete della Zecca del Regno. All’interno del Palazzo si trovano ancora antiche monete coniate sotto Carlo VI d’Austria e Carlo II di Borbone. Durante il periodo Austriaco, vi fu una forte pressione fiscale e gli austriaci incameravano direttamente l’argento che si estraeva dalle miniere di Fiumedinisi. Oggi il Palazzo della Zecca è sede del Consorzio degli antichi mestieri e tradizioni popolari. La storia di Fiumedinisi affonda le sue radici attorno al VII secolo avanti Cristo. La data precisa della sua fondazione non è documentata, tuttavia si ipotizza che anch’esso come gli altri centri abitati della Riviera jonica, sia stata fondato dai greci e, nello specifico dalla popolazione dei Calcidesi, che nel VII secolo avanti Cristo dominavano l’intera Sicilia Orientale. I Calcidesi chiamarono la colonia col nome di Nisa, (forse in onore della ninfa Nisa). Mentre al torrente (l’odierno Nisi) diedero il nome di Chrysorhoas ovvero «Corrente Aurea», vista la consistente quantità di pietruzze d’oro presenti in quel tempo nei suoi fondali. Pare che l’oro di Fiumedinisi sia stato utilizzato per la doratura dell’altare maggiore del Duomo di Messina. Successivamente, durante la dominazione normanna, il paese prese il nome di “Flumen Dionisyi” dal quale discende l’odierno Fiumedinisi.

Le Feste sacre di Fiumedinisi

Festa della Vara .L’evento sacro con la storia più antica e più importante per gli abitanti di Fiumedinisi è senza dubbio la Festa della Vara. Istituita nel XVI secolo durante la dominazione spagnola essa ha tutte le caratteristiche tipiche delle manifestazioni del periodo barocco. I preparativi della manifestazioni hanno inizio nove settimane prima. Essi vengono organizzati secondo le direttive della “Confraternita dell’Annunciazione”. La festa si svolge in una domenica del mese di agosto. La data precisa viene scelta dalla Confraternita in accordo con la parrocchia. Quest’ anno si è svolta il 12 agosto ed ha ottenuto un grande successo di pubblico. La Vara di Fiumedinisi (lunga 12 metri ed alta 8 ) dopo la celebrazione della messa viene trasportata a spalla da circa 150 devoti in abito completamente bianco. La processione percorre la cosiddetta “strada da Vara” , e nel pomeriggio ritorna nella piazza Matrice. A differenza della Vara di Messina, quella di Fiumedinisi è “vivente”. Sulla macchina votiva infatti prendono posto oltre al vescovo e all’arciprete, anche tre bambini scelti dalla popolazione locale. Essi rappresentano il Padre Eterno, l’Angelo Gabriele e la Madonna. La festa viene ricordata anche dal famoso storico di tradizioni siciliane e folcloristiche Giuseppe Pitrè.

Festa della Santissima Trinità. Altro appuntamento importante è la festa della Santissima Trinità. Si tratta di un’antica festa religiosa e popolare che viene celebrata ogni anno la prima domenica di settembre presso la Contrada Santissima. Essa si svolge presso una piccola chiesa rurale dedicata alla SS Trinità, che si trova presso i ruderi di un antico convento carmelitano (secolo XVI). La contrada della Santissima si trova all’interno della Valle degli Eremiti, in una zona molto suggestiva e piane di fascino. Suggestive e toccanti anche le manifestazioni nei periodi natalizi e pasquali.

 

Il Natale a Fiumedinisi

“Antichi mestieri e tradizioni popolari Natalizie”. Le manifestazioni si articolano dal 20 dicembre al 6 gennaio 2007, in un crescendo di suggestive iniziative di origine popolare, dalla tradizionale “Nuvena i Natali” delle 5,30 del mattino, ai concerti di musiche natalizie, al raduno degli zampognari tra le viuzze del paese. Il presepe vivente divenuto ormai un tradizionale appuntamento, viene celebrato con regolarità da circa 10 anni. Esso si svolge in un percorso scelto tra le più caratteristiche stradine di Fiumedinisi. Obiettivo di tali manifestazioni è quello di promuovere la vera cultura di connotazione antropologica degli ambienti rurali e le antiche tecniche artigiane sedimentate negli anni, oggi a rischio d’estinzione.

Storia e leggenda a Fiumedinisi
La leggenda di Saffo e Faone

Una leggenda narra che attorno al 595 a.C., nell’antica Nisa venne ad abitare C.Faone di Lesbo, amante di Saffo . Questa storia d’amore ispirò il poeta Ovidio che nella Valle del Nisi ambientò l’epistola “Saphus ad Phaonem” nella quale la poetessa Saffo scrive all’amato Faone di Lesbo esiliato in questa Valle. Così si legge dall’epistola di Ovidio: […] Ora giungono a te, come nuove prede, fanciulle siciliane: cosa ho a che fare io con Lesbo? Voglio essere siciliana. Voi, madri Nisiadi e nuore Nisiadi, scacciate dalla vostra terra quel vagabondo! E non vi ingannino le menzogne della sua lingua adulatrice: quello che dice a voi lo aveva detto prima a me. Anche tu che ti aggiri per i monti della Sicilia, dea di Erice, vieni in aiuto (sono infatti consacrata a te!) alla tua poetessa![…]

 

 

«Il paese più nemico di Messina»

Nel 1507 sotto la dominazione spagnola, vi fu una cruenta sommossa popolare contro il feudatario del tempo. Durante i combattimenti vi furono diverse vittime. Le fazioni messinese dei Merli e dei Malvizi che lottavano contro gli spagnoli, dovettero fare i conti con il popolo di Fiumedinisi che rimase fedele alla Spagna, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Paese più nemico di Messina” come riportato dallo storico Emile Laloy. Gli spagnoli come riconoscenza per la fedeltà dimostrata, concedettero al popolo di Fiumedinisi l’autorizzazione a coniare monete nel Palazzo della Zecca.

Inoltre, agli abitanti di fiumedinisi venne donato anche un capello della Madonna oggi custodito nel reliquario portato in processione.

I monumenti di Fiumedinisi
Le Chiese di Fiumedinisi

Oltre al Castello Belvedere ed al Palazzo della Zecca, dei quali abbiamo scritto sopra, Fiumedinisi possiede anche un notevole patrimonio di edifici sacri. La chiesa più importante è senza dubbio il Duomo consacrato alla S.S. Annunziata. Realizzato XII secolo, rappresenta la Chiesa Matrice di Fiumedinisi. Esso si trova nell’omonima piazza. Attorno al 143o l’edificio è stato ampliato e successivamente rifinito ed abbellito. Colpiscono l’attenzione dell’osservatore lungo i cornicioni laterali 28 curioso mascheroni di pietra. Pare che la loro funzione sia quella di “allontanare gli spiriti del male”. Dello stesso periodo anche la Chiesa di Sant’Anna (o Nunziatella). Meta di pellegrinaggio in occasione della festa dell’Annunciazione. La Chiesa di San Pietro, venne edificata attorno al 1300. Anch’essa venne successivamente ampliata ed abbellita. Al suo interno si trova una tela rappresentante “La Natività” di probabile scuola del Caravaggio. Altre chiese sono la Chiesa di San Nicola di Bari (origini antichissime) la Chiesa della Madonna delle Grazie (XVII secolo), la Chiesa di Sant’Antonio Abate (1660), quella della Beata Vergine del Carmine (1769) e la Chiesa della Santissima Trinità.

Riserva Naturale Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi

Da qualche anno è stata istituita un’area protetta attorno al leggendario Monte Scuderi. La riserva presenta numerose bellezze naturali. Dalle verdi distese di piantagioni di erica arborea, ai boschi di quercia e rovarella. Affascinanti anche le fiumare ed i torrenti che attraversano i valloni dell’area protetta. Sulle sponde dei torrenti cresce la tipica vegetazione delle fiumare, rappresentata da ginestre, oleandri, alberi di salice, e pioppo. Salendo lungo il fiumara di Fiumedinisi ci si addentra in un autentico paradiso terrestre per tutti gli amanti della natura. Un rigoglioso bosco ed una fitta vegetazione creano un paesaggio davvero unico. Colpiscono inoltre le caratteristiche minerarie delle pietre presenti nella vallata. I nomi delle contrade testimoniano la passata attività mineraria della zona: Pietre di Caloro, presso la contrada Vacco era un giacimento di oro, Pizzo Pietre Rosse era un giacimento di ferro. Fiumedinisi ha rappresentato uno dei maggiori siti minerari Sicilia orientale. Il punto più magico della Riserva è senz’altro la Valle degli Eremiti. Immersa in un ambiente incontaminato e silenzioso, questa zona rappresenta un lugo ricco di misticità e pace. Come già scritto, qui si svolge una delle feste più importanti per Fiumedinisi, quella della S.S Trinità. Ma il luogo val la pena di essere visitato durante tutto l’arco dell’anno, tempo permettendo ovviamente. La strada è sterrata, ma con un po’ di attenzione si può raggiungere la Valle anche con un’utilitaria
Come arrivare:

IN AUTO Percorrendo l’ autostrada A-18 , uscita allo svincolo di Roccalumera. Proseguire poi sulla statale 114 verso Messina. Giunti a Nizza di Sicilia, seguire la segnaletica verso Fiumedinisi.

IN TRENO Scendere alla stazione di Nizza di Sicilia. Proseguire poi con pullman.

INFO Comune di Fiumedinisi Via Umberto I – Tel: 0942 771001


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Cateno De Luca si spoglia all’ARS

dicembre 5, 2007

Gesto eclatante dell’On. Cateno De Luca in sala stampa all’Assemblea Regionale Siciliana. Il deputato di DCA-Sicilia Vera aveva chiesto di incontrare i giornalisti per spiegare loro le vere ragioni che hanno portato il presidente dell’ARS Miccichè ad estrometterlo dalla Commissione bilancio.

Prima dell’inizio della conferenza stampa, De Luca si è spogliato ed ha usato una bandiera della Sicilia come pareo per coprirsi. Poi ha indossato una coppola ed ha aperto alcuni pacchi regalo destinati al presidente dell’assemblea: uno contenente una statuetta di pinocchio e l’altro il libro della bibbia. Tra la curiosità dei giornalisti ed anche di alcuni deputati (tra cui il vicepresidente dell’ARS Stancanelli ed il vice capogruppo del Pd, Giovanni Barbagallo che hanno lasciato la sala stampa un attimo prima che De Luca rimanesse nudo) è iniziata la relazione di De Luca che ha spiegato il vero motivo per cui è stato estromesso dalla commissione.

“L’on. Giovanni Barbagallo ha chiesto, sul caso De Luca, la convocazione urgente della commissione Regolamento e della Conferenza dei Capogruppo, in quanto giudica illegittimo il provvedimento di Miccichè.

Ai regali preparati per il presidente Miccichè De Luca ha attribuito un significato particolare. La statua di pinocchio perché, secondo De Luca, “Miccichè è un imbroglione sul piano politico. Il presidente ha dapprima riconosciuto con un decreto il gruppo DCa-Sicilia Vera (in deroga al regolamento), poi non ha ratificato lo stesso decreto per un semplice motivo: dovevamo stare zitti durante tutta la sessione finanziaria e poi sarebbe stato ratificato definitivamente il decreto di riconoscimento del gruppo. Però sappiamo che è già pronta una modifica al regolamento per vietare qualsiasi formazione di gruppo in deroga per cui la nostra legittima aspettativa sarebbe rimasta vana”.

 De Luca richiama l’applicazione precisa del regolamento d’aula dell’ARS che vieta sostituzioni in corsa durante la sessione di bilancio di componenti della medesima commissione. Quindi sottolinea come Miccichè abbia interpretato erroneamente le regole e – sempre riferito al presidente – “dice il falso quando cita un parere della commissione per il regolamento che non è mai stata interpellata”.

La scorsa settimana De Luca, ha ufficializzato la sua adesione al gruppo misto per evitare un primo tentativo di sostituzione in commissione bilancio. “Regalo la Bibbia affinché il presidente si converta ad un modo diverso di fare politica – prosegue De Luca – In questi giorni prende sempre più corpo l’ipotesi di una sua candidatura alla presidenza della Regione e tutto ciò non mi sembra corretto nei confronti di Cuffaro, sembra che si stia volendo già piangere il morto”.

 

Al termine della conferenza De Luca ha tentato di andare a consegnare i regali nell’ufficio della presidenza ma è stato bloccato dai commessi che lo hanno invitato a rivestirsi prima di uscire dalla sala stampa per recarsi negli uffici di Miccichè.

Niente quorum per il referendum di De Luca

novembre 25, 2007

Ne ha raccolte 85.500 mila, ne servivano 90.300. Niente referendum regionale contro la legge che consente ai deputati di svolgere contemporaneamente l’incarico di parlamentare e sindaco o presidente di provincia. “Non mi aspettavo il tradimento  di sei colleghi parlamentari, ingannati come me dai pupari d’aula, che avevano già avviato la raccolta delle firme nelle rispettive province e non le hanno depositate ai vari comuni per le relative certificazioni elettorali, illudendomi fino all’ultimo momento che avrebbero mantenuto l’impegno d’onore assunto nei miei confronti. Mi ha tradito – continua l’On. De Luca – anche il mio collega di partito Nunzio Maniscalco, che non solo si è limitato a consegnare circa 700 firme, ma ha anche rallentato l’attività di raccolta avviata in varie Province da alcuni amministratori locali venendo meno ad un impegno concordato con il segretario nazionale del partito sen. Rotondi. Le pressioni del presidente Micciché e dei cecchini dell’UDC  esercitate su vari parlamentari e consiglieri comunali di Palermo, hanno sortito l’effetto sperato dall’intera Casta politica regionale ed hanno graziato alcuni onorevoli lacché del presidente Cuffaro e dello stesso Micciché.

Passo avanti per la «Scuola Antichi Mestieri»

febbraio 9, 2006

Fiumedinisi – Procede positivamente il percorso del progetto lanciato dal Comune di Fiumedinisi al quale partecipano tutti i Comuni della riviera jonica. La Regione, infatti, ha notificato il decreto del finanziamento di due milioni e mezzo di euro per la realizzazione della scuola degli Antichi Mestieri . Un progetto ideato e fortemente voluto dal sindaco Cateno De Luca. Un progetto che , tra le altre cose, si pone anche l’obiettivo di creare nuove opportunità occupazionali . L’idea è quella di tenere in vita vecchie professioni che rischiano di essere abbandonate. Calzolai, fabbri, pastori, ma anche innestatori, potatori, artigiani del legno. Tutte attività che rischiano di essere spazzate via dalle nuove tecnologie e abitudini consumistiche. Chi sa come si realizzano gli “scanneddi” (piccoli sgabelli realizzati con le «felle»)? Chi sa come si costruisce un cestino di rami di ginestra? Chi sa come fare il campanaccio per i greggi di pecore? E il loro tipico collare in legno curvo che lo regge? Tutti oggetti che rischiano di sparire, ma che in realtà potrebbero godere di maggior fama se meglio sponsorizzate e commercializzate. Investire sulla cultura e sulle tradizioni, per tenere viva la storia e la memoria di tempi antichi. Un’ investimento che potrà avere dei riscontri positivi anche sull’economia e l’occupazione locale. Non industrie, ma cultura, tradizione,turismo. Nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Un’idea “rivoluzionaria” , e contro corrente. In tempi di Internet ed alte velocità, riscoprire la lentezza vivibile che caratterizzava la vita rurale di un tempo. Gli istituti professionali e gli enti di formazione che fino ad oggi siamo stati abituati a conoscere,hanno sempre mirato e mirano tuttora a formare operatori informatici o elettrotecnici. Nella nostra regione vi è un elevato numero di specializzati in materie meccaniche o scientifiche. Tutte professioni richieste al Nord Italia, ma praticamente inutili al Sud. Nelle realtà produttive siciliane, necessitano tecnici con ben altre competenze. Da quelle agricole a quelle ittiche. È diventato difficile trovare un giovane in grado di innestare ,per fare un esempio, e non esistono attività di trasformazione e conservazione di pesce. I presupposti per realizzare una concreta opportunità di riscatto per le nuove generazioni ci sono tutte. Spetterà ai nostri amministratori saperla portare a termine.