Archive for the ‘Casalvecchio Siculo’ Category

Casalvecchio, Di Natale candidato a sindaco

marzo 21, 2008

Nomination avanzata dalle forze di opposizione

CASALVECCHIO SICULO – Il ragioniere Antonino Di Natale, iscritto al Partito democratico, è il secondo candidato ufficiale (dopo Angelo Stracuzzi) alla poltrona di sindaco del centro storico collinare. Infatti, dopo la nomination avanzata dalle forze dell’opposizione, Di Natale ha rotto gli indugi e ha accettato il ruolo di guidare la coalizione di cui fanno parte i consiglieri comunali di minoranza, i due esponenti dell’ex maggioranza, Giuseppe Moschella e Onofrio Smiroldo (An), dissidenti ormai di lungo corso, e alcuni rappresentanti della società civile casalvetina. Per Di Natale, che nei decenni precedenti ha ricoperto, oltre alla carica di consigliere, anche quella di assessore con delega a vicesindaco, si tratta di un ritorno
alla politica attiva, dopo una pausa volontaria di un paio di legislature. «Io ci credo – afferma il neocandidato sindaco Di Natale – e la ragione per la quale accetto la candidatura è quella del convincimento di unire le forze di partiti e gruppi politici in vista del comune obiettivo di migliorare il paese e le frazioni e ritrovare il valore della comunità di appartenenza».

Fonte: Tele90

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Casalvecchio, concerto tv per salvare l’arte

dicembre 27, 2007

Appello del parroco, via satellite, su tele 90

CASALVECCHIO – Il parroco di Casalvecchio Siculo, padre Gerry Currò, ha lanciato ieri pubblicamente un appello per salvare le opere d’arte che rappresentano un vero patrimonio, non solo per la cittadina collinare, ma per l’intero hinterland jonico. A partire dalla chiesa madre del paese,  dedicato a Sant’Onofrio il cui culto risale ai tempi di Ruggero II come si evince dalla lettura di un suo diploma rilasciato nel 1117. La chiesa attuale, che risale al XVII secolo, ha bisogno di interventi urgenti in seguito ad infiltrazioni che hanno già rovinato la parte absidale e che rischiano di mandare in rovina il sacro ed artistico tempio, all’interno del quale si conservano pregevoli tele. L’appello, padre Gerry l’ha lanciato nel corso di un concerto per l’arte della banda musicale di Casalvecchio Siculo trasmesso in diretta da Tele 90 e dal canale satellitare Play tv, durante la quale sono state date le coordinate di un conto corrente per le offerte da devolvere al restauro della chiesa. L’iniziativa è stata già appoggiata dalla Provincia regionale di Messina. Al concerto sono intervenuti il consigliere provinciale Giuseppe Lombardo: l’ing. Salvatore Stopo, delegato della Soprintendenza, il sindaco Onofrio Santoro ed il vescovo ausiliario di Messina, mons. Franco Montenegro. Nel corso del concerto, la banda di Casalvecchio Siculo, diretta dal maestro carmelo Curcururo, ha eseguito brani classici e pezzi d’opera di Verdi, Mozart e Rossigni. Ma anche celebri colonne sonore di Morricone e pezzi più leggeri del vasto repertorio. Il concerto sarà replicato da Play Tv (canale 869 della piattaforma sky) domani alle 22 e domenica alle 18.

Fonte: Tele90

Appaltati i lavori strada Savoca-Chiesa arabo-normanna

novembre 27, 2007

Il primo lotto. Attesa durata decenni

CASALVECCHIO – E’ stata aggiudicata la gara d’appalto del primo lotto dei i lavori di costruzione della strada di collegamento tra la Provinciale 19-Savoca e la 17-S. Pietro e Paolo. Aggiudicataria, l’impresa Ati. Costo dell’intervento per realizzare il primo tratto è di circa 650 mila euro.
“L’obiettivo dell’ente Provincia – ha evidenziato il dirigente del VII Dipartimento, Giuseppe Celi – consiste nella valorizzazione, sia dal punto di vista turistico che culturale di importanti arterie stradali”. Il nuovo collegamento andrà così a valorizzare ultreriomente la stupenda chiesa arabo-normanna dei Santi Pietro e Paolo di Casalvecchio Siculo. Un monumento che viene definito uno dei meglio conservati e ritenuto dagli esperti unico nel suo genere in tutta Europa. Per raggiungere attualmente la chiesa è necessario percorrere il greto del torrente Agrò oppure l’impervia stradina che scende da Casalvecchio verso valle. Percorsi proibitivi soprattutto per i pullman turistici o per chi non ha dimistechezza con il territorio. Un bene storico-culturale fino ad oggi fortemente penalizzato per l’inefficienza dei collegamenti. Adesso dopo decenni di parole è arrivato il momento delle cose concrete con l’appalto dei lavori.

CENNI STORICI. Sembra che il tempio sia stato realizzato intorno al 560 dai Frati Basiliani, ma venne totalmente distrutto dagli arabi alcuni secoli dopo. La conferma della data di riedificazione viene dal “Diploma di Donazione” con il quale Ruggero II nel 1116 ne dà concessione agli stessi frati. In questo documento si legge, infatti, che il Re, ritornando da Messina a Palermo, durante una sosta in Scala S. Alexi (l’attuale S. Alessio S.), fu avvicinato da un monaco venerabile, Abate Gerasimo, che chiese al giovane sovrano la facoltà e l’aiuto di riedificare il tempio. Ruggero II concesse ai frati basiliani il permesso di riedificare la Basilica nel luogo dove sorgeva già da vecchia data, essendo stata saccheggiata ed abbattuta durante l’invasione Araba.
Fu fatta, quindi, ricostruire col Monastero basiliano adiacente nel 1117, grazie alla magnanimità del Re normanno.

In seguito ai danneggiamenti subiti durante il terremoto del 1169, che scosse l’intera Sicilia orientale, la Chiesa venne rinnovata nel 1172 dall’architetto francese Gherardo, che indubbiamente apportò nuovi ed esclusivi elementi stilistici ed architettonici. Lavori di restauro che, come giustamente osserva il Lojacono, sono realizzati su un organismo costruttivo, cioè su una struttura, già esistente, pertanto, il corpo principale della Chiesa sarebbe opera di un architetto rimasto ignoto, che ha saputo fondere in un perfetto connubio elementi di arte bizantina, araba e normanna.

Della datazione dell’ edificio, fa fede l’ epigrafe incisa sull’architrave del portale principale, dove si legge in greco antico:
“ fu ricostruito questo tempio dei SS. Pietro e Paolo da Teostericto Abate di Taormina a proprie spese. Possa iddio ricordarlo nell’ anno 6680 (1172). Il capo mastro, Gherardo il Franco ”.

Fonte:Tele90

Messina rende omaggio a Michelangelo Antonioni

aprile 21, 2007

Alcune scene de ”L’avventura” girate a Casalvecchio

MESSINA – Martedì 24 aprile, alle ore 10.30, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella sala Giunta di Palazzo Zanca sarà presentato il programma della manifestazione “Omaggio a Michelangelo Antonioni – Messina nella sua Avventura”. L’iniziativa, promossa dal Comune, con il patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività culturale e della Regione Sicilia ed il sostegno dell’Ato3 e del Cinit (Cineforum italiano), è organizzata dall’Associazione culturale “Daf”, presieduta da Giuseppe Ministeri. La manifestazione si articolerà in tre momenti: giovedì 26 aprile, alle 10.30, nel salone delle Bandiere di palazzo Zanca, verrà presentato il volume sulla storia del film “Avventura”, girato nel 1959 anche nella città dello Stretto, curato dal critico e storico del cinema Nino Genovese. Venerdì 27, alle ore 20.30, al cinema Odeon, verrà proiettata una copia restaurata del 1960 del film “L’Avventura” ed infine sabato 28, alle ore 10.30, verrà apposta una targa all’incrocio tra il viale San Martino ed il Viale Europa, luogo in cui, nel dicembre del 1959, Antonioni girò la sequenza messinese del film. In una classifica relativa ai cento migliori film del periodo 1895-1975, L’Avventura di Michelangelo Antonioni occupa il sesto posto. Girato nel 1959 ed uscito nel 1960, rappresenta uno dei capolavori del maestro ferrarese, primo tassello della trilogia detta dell’«incomunicabilità» (L’Avventura, L’Eclisse e La Notte), che diventa una tetralogia (con l’aggiunta di Deserto rosso). La prestigiosa Rassegna internazionale americana NICE (New Italian Cinema Events), vetrina del cinema italiano degli esordienti, ha voluto inaugurare la sua decima edizione, che si è svolta a Mosca e San Pietroburgo, proprio con la proiezione della copia restaurata de L’Avventura.Il capolavoro di Antonioni è un film interamente siciliano: dopo la breve parte iniziale, girata a Roma, i principali luoghi di svolgimento del film (oltre Noto) sono Lisca Bianca (isolotto di Panarea, nelle Isole Eolie), Milazzo, Casalvecchio Siculo, Noto, Taormina, tutti in provincia di Messina. E vi è anche un’importante e significativa scena girata nel capoluogo peloritano, che, pur essendo una scena di massa, molto “particolare” e spettacolare, non è molto ricordata. Alla ricerca di Anna (interpretata da Lea Massari), misteriosamente scomparsa a Lisca Bianca, il fidanzato Sandro (Gabriele Ferzetti) e l’amica Claudia (Monica Vitti) si trovano a girare per buona parte dell’isola; Sandro, in particolare, sulla traccia di una notizia giornalistica, si ritrova a Messina; qui, davanti a un bar, c’è una folla di giovani acclamanti e vocianti. Sandro riesce ad entrare nel bar e scopre che il motivo di tutto questo chiasso è determinato dalla presenza di una procacissima ragazza (Dorothy De Poliolo), che vi si è dovuta rifugiare a causa di una vistosa scucitura nella gonna. La scena è girata all’interno e davanti il non più esistente Bar «Grotta Orione», che si trovava nell’edificio di stile eclettico, non più, esistente sul viale san Martino (lato monte) e il viale Europa .

Fonte:Tele90