Archive for the ‘Antillo’ Category

Il sindaco di Antillo nella nazionale sindaci a Lamezia Terme

marzo 9, 2008

Banda musicale, majorette e tanta allegria hanno fatto da sfondo ad una caratteristica partita di calcio, disputata ieri mattina al “Guido d’Ippolito” per festeggiare i primi 40 anni di Lamezia Terme. A calcare il prato verde intorno al quale gli spalti erano vuoti, la Nazionale italiana sindaci ed una rappresentativa locale, formata da ex giocatori, giornalisti, professionisti e, naturalmente, dagli esponenti istituzionali di Palazzo Maddamme.
Il risultato finale non ha visto né vinti né vincitori, si è trattato di un pareggio (2 – 2) con gli ospiti, al loro ottavo anno di attività, passati sempre in vantaggio e raggiunti regolarmente. A riscuotere successo tra il pubblico l’abilità dei protagonisti della gara, davvero molto più pratici nei lavori dietro la scrivania che non con pantaloncini corti e scarpette chiodate.
Capitanati dal sindaco Gianni Speranza, sceso in campo con la maglia numero 10, al fischio iniziale dell’arbitro Molinaro i locali si sono presentati con 13 uomini anziché con 11. Non si è trattato di brogli, forzature o di scarsa conoscenza del regolamento. Era tutto pattuito poiché nella formazione di casa qualche elemento mostrava evidenti limiti di “fiato”. La caccia agli indiziati porta all’assessore Vittorio Paola (la cui partita durava 5 minuti) e allo stesso primo cittadino, il quale limitava di parecchio le sgroppate.
Cosicché gli undici di partenza della rappresentativa lametina sono stati: Fortunato Palmieri in porta (ex biancoverde), Antonello Bevilacqua (presidente Vigor), Fernando Miletta (presidente Multiservizi), Pasquale D’Agostino (ex vigorino), Fulvio Amendola (avvocato), Ferdinando Gaetano (giornalista), Rosario Salerno (ex Vigor), Vito Sinopoli (ex Vigor), Giovanni Messina (ex Vigor), Pietro De Sensi (ex Vigor) e Raffaele Mazzei (consigliere comunale di minoranza). Il mister, Giovanni Di Cello (direttore sportivo del Nicastro), ha schierato la squadra con il 4-4-2. E dal modulo sono venute fuori le prime sorprese.
Ci si attendeva di un Gianni Speranza fedele alla propria collocazione politica e, dunque, posizionato a “sinistra”, invece, il primo cittadino ha preferito giocare a “destra”. L’episodio ha angosciato i responsabili di Sinistra Democratica, che nel secondo tempo hanno sicuramente accusato colpi al cuore quando, al 10′, il sindaco ha addirittura cambiato “casacca”, per giocare con la nazionale dei primi cittadini.
Conferma del ruolo di responsabilità per Fernando Miletta, che ha guidato il reparto difensivo.
Durante la gara per la rappresentativa locale, che indossava una maglia bianca con strisce verticali verdi su cui campeggiava il logo del quarantennale, sono entrati Mimmo Perri (vigile urbano), Antonio Cannone (giornalista), Gennaro Pulice (ex Vigor), Pasqualino Rettura (giornalista), Nicola Maviglia (ex Vigor) e Franco Gigliotti (ex Vigor).
Gli ospiti sono giunti in città decimati. Ed a rinforzare la nazionale dei sindaci alcune pedine locali, tra cui Nicola Mazzocca, l’unico superstite dell’Udc in consiglio comunale, che si è trovato a proprio agio a dialogare con i primi cittadini. Non sarà mica che lo scudo crociato ha individuato il futuro candidato a sindaco?
Oltre al rappresentante della Vela, a completare l’organico della nazionale tricolore anche i dipendenti comunali Pino Chirumbolo ed Antonio Angotti, e l’avvocato Gianni Arena.
La nazionale dei sindaci, schierata anch’essa con il 4-4-2 ed una maglia di colore blu notte, era composta da Paolo Morbidon (Giano dell’Umbria – in provincia di Perugia), Giuseppe Campisi (Ardore), Paolo Fontanelli (Pisa), Enzo Manenti (Licciana Nardi – Massa Carrara), Fabio Tedeschi (Lajatico – Pisa), Antonio Di Ciuccio (Antillo – Messina), Gianfranco Scarpa (Salento – Salerno), Renzo Berti (Pistoia) e Gianluca Cuda (Pianopoli – Catanzaro).
Al fischio d’avvio le marcature non sono apparse rigide, anche se Raffaele Mazzei (consigliere comunale di minoranza che dall’Udc è approdato nel Pdl) ha cercato con insistenza Nicola Mazzoccca: tra i due, comunque, nessun calcio sospetto.
E’ stata la classica partita che tutti gli arbitri vorrebbero dirigere: nessun fallo e protesta. Al 5′ il primo tiro in porta, reca la firma di Fulvio Amendola: palla di poco a lato. La gara non ha ritmi elevati ma si mantiene godibile.

 Font: lameziaweb.biz

Conferenza stampa sulla certificazione dei servizi alla cittadinanza

febbraio 8, 2008

Venerdi 08 Febbraio prossimo venturo, alle ore 16.30, presso i locali di Villa Ragno, gentilmente messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Santa Teresa di Riva, si terrà una Conferenza Stampa a cura dei Comuni di ANTILLO, CASALVECCHIO SICULO e MANDANICI insieme con l’Istituto di certificazione della qualità “CERTIQUALITY” con sede legale in Milano. L’incontro viene organizzato per illustrare il conseguimento, da parte dei tre comuni di cui sopra, del riconoscimento della certificazione ai sensi delle normative vigenti sulla qualità in relazione all’espletamento di alcune attività di servizio alla cittadinanza. In particolare, per quanto riguarda il Comune di Antillo, la certificazione attesta che l’Ente ha attuata e mantiene il sistema di gestione ambiente che è conforme alla norma per quanto riguarda le seguenti attività:

·        gestione ambientale delle attività svolte e dei servizi erogati sul territorio comunale,

·        gestione degli edifici comunali,

·        gestione e manutenzione della rete viaria e della rete di illuminazione pubblica

·        gestione del verde pubblico

·        indirizzo e controllo dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti urbani, mediante la partecipazione ad ATO ME4

·        captazione, adduzione e distribuzione delle acque potabili

·        fognatura

·        indirizzo e controllo della depurazione

·        controllo della gestione e manutenzione degli impianti termici

·        protezione civile.

Il Sindaco, Antonio Di Ciuccio, in relazione all’importante riconoscimento ha dichiarato la sua profonda soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, che consente al Comune di Antillo di essere uno dei primi Enti Pubblici certificati ai sensi delle normative vigenti ed ha espresso l’intenzione di continuare nella direzione del perseguimento di finalità che consentano l’attuazione ed il mantenimento di sistemi di gestione conformi che rispettino quanto previsto dalla moderna legislazione.

Antillo valorizza la tradizionale maschera carnevalesca

novembre 30, 2007

Venerdì 30 novembre alle 18.00 presso i locali della Villa Ragno di Santa Teresa di Riva avrà luogo la conferenza stampa con la presentazione Progetto di Valorizzazione della Maschera Carnevalesca Tradizionale Antillese in seno alla IV Sagra del Maiale e del Cinghiale in programma sabato 1 e domenica 2 dicembre.

Ad Antillo, sul versante meridionale dei Peloritani, u jornu i Carnaluvari, il martedì Grasso, i pastori si vistianu i Pícurari (Animali e Uomini Selvatici), si mascheravano da pecorai. Oltre a portare il copricapo tradizionale, a meusa, i Pícurari indossavano su una camicia bianca, a cammicia i tila iànca, il giubbotto di orbace, u rrubbuni i trappu, e sopra i calzoni si mintiànu i causeddi i peddi, mettevano le brache di pelle caprina non tosata, ai piedi calzavano i scarpi i pilu, ciocie di cuoio grezzo, tenute ferme da stradderi, fettuccie di cuoio incrociate lungo la gamba.

Dalla cintura rinforzata pendevano tutt’intorno i campani, i campanacci, una dozzina, di varia grandezza. Accessori erano u facciali, la maschera di tela bianca con due buchi per gli occhi, e ‘na tuvàgghia i facci rracamata e ‘ntrizzata, un asciugamano ricamato con le frange annodate.

I Picurari portavano poi una bisaccia, a bbertula, con dentro un pezzo di formaggio vecchio, da una parte, e ‘na petra fucala, una pietra focaia, dall’altra.
I Picurari, per la mascherata carnevalesca, che aveva luogo per le strade di Antillo, si riunivano a gruppi di otto-dieci elementi, destando con le loro divertenti e imprevedibili scorribande gestuali, verbali e sonore, ilarità e esplosioni di risate liberatorie. Ad ogni movimento del mascherato, i campanacci facevano un rumore assordante, incutendo fra la gente paura e sorpresa. La presenza dei Picurari era inquietante, perché rappresentava un’identità “altra”, sconosciuta, perciò temibile.

Di tanto in tanto i Picurari stabilivano un contatto verbale con la gente, con la replica rituale di uno scambio di battute obbligate: “picuraru, m’u duni un mmostru i frummàggiu?” (pecoraio me lo dai un pezzo di formaggio?)… “Dammi u cutedddu chi tt’u tàgghiu” (dammi un coltello che te lo taglio), rispondeva con voce falsata. Se l’interlocutore gli dava il coltello, u Pícuraru faceva finta di volerlo affilare sulla pietra mola, ma in realtà u sgangava, cioè gli rovinava il taglio. Lo scherzo, non innocuo certamente, veniva tuttavia ricompensato con un pezzo di formaggio offerto in dono al malcapitato.

L’allegra sarabanda dei Picurari, che invadevano con la loro presenza inquietante e assordante il paese, si chiudeva in piazza con un ballo finale di riconciliazione, che intrecciavano gioiosamente con maschere femminili, dami, agghindate a festa, eloquente espressione del Bene da rifondare nella comunità. I temi di contradanza, eseguiti da un suonatore di ciaramedda, venivano sovrastati dal frastuono dei campanacci, continuamente mossi dai passi di danza dei Picurari, e dalle grida di festa della piccola folla che faceva corona ai danzatori.

 Tratto da http://www.solnet.it/carnevaledisaponara/antillo.htm 

1 e 2 dicembre sagra del maiale del cinghiale ad Antillo

novembre 26, 2007

La Sagra del Maiale e del Cinghiale è nata con lo scopo di diffondere all’esterno del territorio comunale quei prodotti tipici locali ottenuti da questi animali: salsiccia, salumi, porchetta, lardo, “frittuli”, che già sono noti ed apprezzati in buona parte della provincia di Messina. Ulteriore finalità della sagra è poi quella di rivalutare un’attività – l’allevamento del maiale – che, seppure in declino, è particolarmente diffusa tra gli Antillesi e che, soprattutto nei periodi più difficili, ha rappresentato una delle componenti più rilevanti dell’economia del luogo. 

L’allevamento del maiale ad Antillo vanta una tradizione secolare. In tutta la Val d’Agrò un vero allevamento in massa del maiale esisteva solo ad Antillo. Centinaia e centinaia di capi all’anno erano allevati in tutte le famiglie e spesso ne erano la risorsa principale, poiché all’atto della vendita si poteva ricavare qualche centinaio di lire. Nei primi decenni del secolo scorso l’allevamento del maiale era un’attività talmente diffusa nella popolazione locale al punto che ad Antillo si teneva un frequentatissimo mercato domenicale dî purcidditta e ddî gnarri, (i cosiddetti lattonzoli). In marzo ed aprile si smerciavano decine e decine di lattonzoli mentre in dicembre e gennaio si compravano i maiali svezzati da tempo. L’alimentazione dei maialetti consisteva in ghiande, granturco, castagne, frutti scadenti appositamente raccolti (pere e mele) e nel classico “bbiviruni” formato da un intruglio di latte, crusca e residui di cibo. Alla fine dell’estate i maiali erano così cresciuti al punto da poter essere venduti o macellati “a pprima carne”, come prima carne suina della stagione.

L’estensione della sagra anche ai prodotti derivati dal cinghiale è stata decisa per far conoscere e apprezzare la carne prelibata di un animale sempre più diffuso nel territorio antillese. Difatti taluni allevatori locali si stanno specializzando nell’allevamento di questa specie appartenente alla famiglia dei suini, senza dimenticare poi che i boschi di Antillo sono particolarmente ricchi di cinghiali che vivono allo stato selvatico e che possono essere cacciati nei periodi in cui lo consente il calendario venatorio. La sagra del maiale e del cinghiale ospita anche una ricca e variegata mostra mercato dei prodotti tipici antillesi (funghi, olio, vino, miele, frutta secca, pane casereccio, formaggi, ecc. oltre agli apprezzati prodotti dell’artigianato locale).

Nel 2007 la sagra avrà luogo sabato 1 dicembre a partire dalle ore 16,00 e domenica 2 dicembre a partire dalle ore 10,00.

Antillo è raggiungibile in auto tramite l’autostrada A18 (Messina – Catania) alle uscite di Roccalumera (27 Km a Nord) o di Taormina (28 Km a Sud). Si prosegue lungo la strada statale S.S. 114 fino all’altezza di S. Alessio Siculo e qui s’imbocca la strada provinciale S.P. 12 per Antillo.

 

Il Tar manda a casa il sindaco di Antillo

gennaio 21, 2006

Il Tar di Catania con sentenza del 19 gennaio ha respinto il ricorso del sindaco Antonio Di Ciuccio.

La mozione di sfiducia votata dal consiglio comunale di Antillo il 6 marzo 2005 era legittima.

Per questo, a meno di clamorosi risvolti, il sindaco Di Ciuccio dovrà lasciare la poltrona di primo cittadino. Al suo posto arriverà un Commissario straordinario nominato dal presidente della Regione Totò Cuffaro. La sentenza del Tar arriva a termine di una rocambolesca vicenda iniziata nel 2005. In seguito alla morte del Presidente del Consiglio Comunale, Natalino Buongiorno, cinque consiglieri comunali si dimisero facendo mancare il numero legale necessario. I  sette che rimasero in carica invece, votarono la mozione di sfiducia al sindaco. Di Ciuccio a sua volta presentò ricorso al Tar, sostenendo che la mozione votata dal Consiglio Comunale non era valida in quanto votata da un organismo da considerarsi decaduto a causa della mancanza del numero legale. Il 22 maggio 2005 intanto, la Regione nomina il commissario straordinario che però, per via del ricorso del sindaco, viene rispedito a Palermo in attesa della sentenza. Sentenza che è arrivata il 19 gennaio, e che ha respinto il ricorso di Di Ciuccio “condannandolo” alla decadenza. Il sindaco, da parte sua, in un comunicato afferma che sottoporrà l’ordinanza del Tar all’attenzione dei suoi legali e valuterà l’esistenza di eventuali condizioni per un’ ulteriore appellabilità alla sentenza. Qualora non potesse fare a meno di lasciare il Palazzo del Municipio,è suo auspico che i cittadini possano tornare al più presto alle urne,onde evitare di lasciare il paese in balia di infruttuosi commissariamenti. Elezioni alle quali anche egli sarà candidato.

Antillo e il suo impegno per la pace.

gennaio 12, 2006

Raccogliere il denaro necessario a collocare una grande campana al centro della Valle D’Agrò i cui rintocchi possano risuonare in tutta la vallata ed essere uditi dalla riviera jonica . Questo il motivo che ha spinto il sindaco di Antillo, Antonio Di Ciuccio, ad organizzare la singolare partita di calcio che si è disputata il 22 dicembre allo stadio San Filippo di Messina. “Un calcio alla guerra,un goal per la pace”, è il nome dell’iniziativa che ha visto sfidarsi tra loro la Nazionale Italiana dei Sindaci e quella del Grande Fratello. La partita si è svolta il 22 dicembre allo stadio San Filippo di Messina, e, per la cronaca, si è conclusa con il risultato di 5 a 1 in favore della nazionale dei sindaci. Il ricavato dell’ incasso ,come dicevamo, servirà da alimentare il fondo di denaro necessario alla collocazione della grande campana, (6 metri di circonferenza per 5 tonnellate di peso) sul Monte “Pizzo Monaco”, che si trova, appunto proprio al centro della Valle D’Agrò. Quello della Campana per la pace di Antillo è un vecchio progetto che ha le sue origini nel 1982. È da allora che, il “Comitato pro erigenda Campana in memoria dei dispersi di tutte le guerre”, con la collaborazione di associazioni culturali e commerciali, e delle varie amministrazioni comunali che negli anni si sono succedute, si adopera affinché l’idea della campana diventi reale. In questi anni,però, il Comitato per la campana per la pace, non si è limitato a svolgere solo un’operazione di raccolta fondi. Esso infatti, è promotore di numerose iniziative di sensibilizzazione in favore della pace, tra le quali,la recente proposta di istituire ad Antillo un “Centro per la risoluzione dei conflitti”. La sua attività inoltre è consistita anche nell’organizzazione di convegni per la pace che hanno visto la partecipazione di importanti relatori italiani ed internazionali, tra i quali l’ex rettore dell’Università di Messina Gaetano Silvestri, il rappresentante dell’Unesco , il conte Giuseppe Toscano della Zecca e il professor James Dinglev, dell’Università dell’Ulster – Irlanda del Nord. Attività di grande valore umano alle quali sembra essere molto sensibile il sindaco Antonio Di Ciuccio,che, oltre a ricoprire il ruolo di presidente del Comitato, ha da poco aderito all’ associazione “Mayors for Peace”, organizzazione internazionale i cui scopi prioritari sono il perseguimento e la promozione degli ideali di pace e l’abolizione totale della armi nucleari. Questo importante organismo internazionale è presieduto da Akiba Tadatoshi,sindaco di Hiroshima, e al 26 maggio risulta essere composto da 1.036 città.