Confagricoltura: Forum a Taormina per lo sviluppo della filiera

“Il settore primario deve essere inserito nell’agenda politica e deve essere considerato trainante per lo sviluppo italiano. E a dimostrare l’importanza dell’agroalimentare per l’economia nazionale è il fatto che il tema delle materie prime sia all’ordine del giorno”. Lo ha dichiarato al VELINO il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni nel presentare le linee generali del prossimo forum di Taormina, “Il futuro fertile, l’agricoltura forza decisiva per la ripresa dell’Italia”, che si svolgerà dal 27 al 29 marzo. Sei le sessioni previste, e molti i personaggi della politica (tra cui Veltroni e Casini), dell’economia e i tecnici del settore che contribuiranno al forum attraverso i loro interventi. Si discuterà quindi dei fattori di successo della “minoranza trainante” dell’agricoltura italiana, che compone la base associativa confederale e che costituisce la vera struttura solida del settore agricolo nazionale. Anche le nuove frontiere e i prodotti, i canali e i mercati saranno oggetto di approfondimento tra i vari personaggi della filiera. Importanza verrà data poi al ruolo della finanza, del credito e delle assicurazioni alla ricerca di “nuovi strumenti per la dimensione competitiva dell’impresa”. Un tema questo, molto caro a Confagricoltura – ha spiegato Vecchioni – perché strettamente legato allo sviluppo del settore”. E ha ricordato la valenza delle grandi associazioni per l’agricoltura italiana.


Per quanto riguarda la parte politica, Vecchioni parla di “divaricazione disastrosa di competenze” e auspica lo scioglimento, quanto prima, di questa “impasse” che grava sul settore. “O si decide di dare maggiore potere alle regioni attraverso un federalismo concreto – ha spiegato – o si dividono le competenze agricole per settori specifici”. Protagonista del forum di Taormina sarà anche l’energia, tema sul quale da tempo l’organizzazione agricola ha posto la propria attenzione anche attraverso ingenti investimenti sul campo. E si parla di un possibile accordo con Edison, con cui sono previste anche iniziative congiunte. “Sarà un forum orientato a progetti concreti e realizzabili”, ha aggiunto il presidente di Confagricoltura. “All’insegna di un’energia e di uno sviluppo sostenibile”. Agricoltura vista quindi come paradigma di come è possibile tradurre in concreto i principi dello sviluppo sostenibile partendo dalle energie rinnovabili.

Anche la burocrazia sarà oggetto di discussioni all’insegna “di una maggiore semplificazione amministrativa che costituisce una delle principali esigenze per migliorare la competitività delle imprese italiane”. Inoltre si parlerà anche di prezzi, di grano e di possibili speculazioni. Ma da un nuovo punto di vista. “Non credo sia importante cercare i colpevoli – ha spiegato Vecchioni – quanto individuare le cause che hanno portato a questa situazione”. E sembra proprio essere la struttura organizzativa del sistema agralimentare italiano a fare acqua. “Vogliamo trovare un punto di accordo con l’industria per garantire più trasparenza ai consumatori e fare chiarezza sui prezzi”, ha aggiunto. E in tal senso è in itinere un possibile accordo di filiera con Barilla. Una posizione dalle ampie vedute, quindi, quella preannunciata da Confagricoltura che da tempo insiste sulla politica della “non polemica” all’interno della filiera. Per creare invece una maggiore coesione nazionale tra gli operatori del settore. Posizione condivisa recentemente anche da Cia e Coldiretti che sembrano aver smussato i toni nei confronti dell’industria della pasta. Ma gli agricoltori dovranno fare i conti con le questioni tecniche che potrebbero creare difficoltà al raggiungimento di un accordo di fliera. Se il nuovo mulino Barilla infatti, nella Pianura Padana, è il più grande d’Europa e presuppone una produzione di grano nazionale, esige dall’altra parte che gli agricoltori italiani stiano al passo con le esigenze della molitura. E soprattutto, come ha spiegato Vecchioni, “occorrerà mettere a punto le possibili soluzioni per permettere agli agricoltori di coltivare varietà di grano come il Normanno o lo Svevo in ambienti adatti e tarare sia nei tempi che nei modi, la produzione nazionale di grano con le esigenze dell’industria”.
Fonte: ilvelino.it
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