Il sindaco di Antillo nella nazionale sindaci a Lamezia Terme

Banda musicale, majorette e tanta allegria hanno fatto da sfondo ad una caratteristica partita di calcio, disputata ieri mattina al “Guido d’Ippolito” per festeggiare i primi 40 anni di Lamezia Terme. A calcare il prato verde intorno al quale gli spalti erano vuoti, la Nazionale italiana sindaci ed una rappresentativa locale, formata da ex giocatori, giornalisti, professionisti e, naturalmente, dagli esponenti istituzionali di Palazzo Maddamme.
Il risultato finale non ha visto né vinti né vincitori, si è trattato di un pareggio (2 – 2) con gli ospiti, al loro ottavo anno di attività, passati sempre in vantaggio e raggiunti regolarmente. A riscuotere successo tra il pubblico l’abilità dei protagonisti della gara, davvero molto più pratici nei lavori dietro la scrivania che non con pantaloncini corti e scarpette chiodate.
Capitanati dal sindaco Gianni Speranza, sceso in campo con la maglia numero 10, al fischio iniziale dell’arbitro Molinaro i locali si sono presentati con 13 uomini anziché con 11. Non si è trattato di brogli, forzature o di scarsa conoscenza del regolamento. Era tutto pattuito poiché nella formazione di casa qualche elemento mostrava evidenti limiti di “fiato”. La caccia agli indiziati porta all’assessore Vittorio Paola (la cui partita durava 5 minuti) e allo stesso primo cittadino, il quale limitava di parecchio le sgroppate.
Cosicché gli undici di partenza della rappresentativa lametina sono stati: Fortunato Palmieri in porta (ex biancoverde), Antonello Bevilacqua (presidente Vigor), Fernando Miletta (presidente Multiservizi), Pasquale D’Agostino (ex vigorino), Fulvio Amendola (avvocato), Ferdinando Gaetano (giornalista), Rosario Salerno (ex Vigor), Vito Sinopoli (ex Vigor), Giovanni Messina (ex Vigor), Pietro De Sensi (ex Vigor) e Raffaele Mazzei (consigliere comunale di minoranza). Il mister, Giovanni Di Cello (direttore sportivo del Nicastro), ha schierato la squadra con il 4-4-2. E dal modulo sono venute fuori le prime sorprese.
Ci si attendeva di un Gianni Speranza fedele alla propria collocazione politica e, dunque, posizionato a “sinistra”, invece, il primo cittadino ha preferito giocare a “destra”. L’episodio ha angosciato i responsabili di Sinistra Democratica, che nel secondo tempo hanno sicuramente accusato colpi al cuore quando, al 10′, il sindaco ha addirittura cambiato “casacca”, per giocare con la nazionale dei primi cittadini.
Conferma del ruolo di responsabilità per Fernando Miletta, che ha guidato il reparto difensivo.
Durante la gara per la rappresentativa locale, che indossava una maglia bianca con strisce verticali verdi su cui campeggiava il logo del quarantennale, sono entrati Mimmo Perri (vigile urbano), Antonio Cannone (giornalista), Gennaro Pulice (ex Vigor), Pasqualino Rettura (giornalista), Nicola Maviglia (ex Vigor) e Franco Gigliotti (ex Vigor).
Gli ospiti sono giunti in città decimati. Ed a rinforzare la nazionale dei sindaci alcune pedine locali, tra cui Nicola Mazzocca, l’unico superstite dell’Udc in consiglio comunale, che si è trovato a proprio agio a dialogare con i primi cittadini. Non sarà mica che lo scudo crociato ha individuato il futuro candidato a sindaco?
Oltre al rappresentante della Vela, a completare l’organico della nazionale tricolore anche i dipendenti comunali Pino Chirumbolo ed Antonio Angotti, e l’avvocato Gianni Arena.
La nazionale dei sindaci, schierata anch’essa con il 4-4-2 ed una maglia di colore blu notte, era composta da Paolo Morbidon (Giano dell’Umbria – in provincia di Perugia), Giuseppe Campisi (Ardore), Paolo Fontanelli (Pisa), Enzo Manenti (Licciana Nardi – Massa Carrara), Fabio Tedeschi (Lajatico – Pisa), Antonio Di Ciuccio (Antillo – Messina), Gianfranco Scarpa (Salento – Salerno), Renzo Berti (Pistoia) e Gianluca Cuda (Pianopoli – Catanzaro).
Al fischio d’avvio le marcature non sono apparse rigide, anche se Raffaele Mazzei (consigliere comunale di minoranza che dall’Udc è approdato nel Pdl) ha cercato con insistenza Nicola Mazzoccca: tra i due, comunque, nessun calcio sospetto.
E’ stata la classica partita che tutti gli arbitri vorrebbero dirigere: nessun fallo e protesta. Al 5′ il primo tiro in porta, reca la firma di Fulvio Amendola: palla di poco a lato. La gara non ha ritmi elevati ma si mantiene godibile.

 Font: lameziaweb.biz

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