Motta Camastra La fortezza dell’Alcantara

Arroccata a strapiombo su di uno sperone di pietra arenaria che domina la suggestiva Valle dell’Alcantara sorge Motta Camastra, piccolo borgo medievale dalle bellezze naturali suggestive e ricche di fascino. Sita a circa 450 metri sopra il livello del mare, il suo territorio si estende per 25,28 Kmq e confina a nord con il Comune di Antillo, a sud con Castiglione di Sicilia, con il Comune di Graniti ad ovest, ed col Comune di Francavilla di Sicilia ad est. Fanno parte del Comune inoltre anche le due frazioni distaccate di Fondaco Motta e San Cataldo che si trovano lungo la statale 185 di Mandrazzi. Trovare su internet notizie su questo paese non è stato difficile. Sono numerosi i siti internet che parlano della storia e delle caratteristiche di Motta Camastra. Oltre a informazioni storiche e geografiche, sul web si trovano anche numerosi commenti di gente entusiasta che descrivono questi posti suggestivi e ricchi di fascino. Secondo alcune ipotesi le prime tracce di insediamenti punici risalirebbero a cavallo tra l’XI ed il IX secolo avanti Cristo, ma si tratta solo di ipotesi non accertate da ritrovamenti archeologici. Di certo vi è però il fatto che il sito è abitato da tempi remoti. Sull’origine del nome invece vi sono diverse teorie. Alcuni sostengono che il nome abbia origine fenicia. “Mot” o “Motua” in fenicio significa luogo in cui rifugiarsi e “Kamastart” è il nome di una divinità fenicia. Altri invece ritengono che il nome abbia origine romana. La pista più accreditata però è quella secondo la quale il termine “Motte” , che in francese significa fortificazione su di un poggio”, sia stato introdotto in Sicilia durante la dominazione angioina ed aragonese. I documenti più antichi che certificano la presenza di un nucleo abitativo risalgono al XII secolo. I registri della cancelleria angioina nel 1272 raccontano di un abitato denominato “Crimastre” sorto attorno alla chiesetta della Madonna dell’Annunziata (1161 d.c.). Nel XIII secolo il casale risulta appartenere a Ruggero Loria. Nel 1357 viene attestata la presenza di una fortezza nell’insediamento. Finita sotto il controllo dell’illustre famiglia messinese dei Lancia essa viene ricordata nei documenti col nome di “Mocta Sancti Michaelis”. Si suppone che il termine “Camastra” venne aggiunto per distinguerla dai tanti altri paesi siciliani e non, che portano il nome di Motta (Motta Sant’Anastasia, Motta D’Affermo) . Crimastre o Camastra, era il vecchio nome della vicina Francavilla. Per questo è ipotizzabile che vi sia stato un periodo in cui il paese veniva identificato col nome di “Motte Crimastre” (Motta vicino Camastra) fino ad arrivare poi al definitivo Motta Camastra. Il termine Camastra invece deriverebbe dal nome del comandante catanese Camastrio , a guida dell’esercito di Gerone I , tiranno di Siracusa. Il comandante fu a capo di un accentramento situato proprio in questa zona. I documenti più antichi nei quali è citato il paese, risalgono all’epoca Normanna, ma, come già detto seppur non vi siano prove concrete, diversi studiosi ritengono che il sito fosse abitato fin da tempi più remoti a quelli normanni. Motta Camastra è uno dei borghi medievali più caratteristici di tutta la Valle dell’Alcantara. Vicoli stretti e stradine che si intrecciano in lungo e largo per il piccolo paesino collinare. La bellezza di Motta Camastra consiste soprattutto nella coreografia che l’estesa cornice di pietra arenaria, con le svariate sfumature di colori gli disegna intorno e nell’intrico di abitazioni, poste l’una sull’altra, a formare una particolare struttura piramidale. Il visitatore si trova davanti ad un autentico puzzle di pietre incastonate.«Una “V” orizzontale con l’angolo acuto che guarda a ovest» come scrive lo storico mottese Carmelo Grassi (1872-1952) , del quale recentemente è stato pubblicata una raccolta di documenti storici che narrano della storia di questo paese e dell’intera vallata. Ma già in tempi più antichi gli scrittori citavano Motta Calastra nei loro scritti. Nel 1558 così descriveva il piccolo paese lo storico Tommaso Fazello nel suo libro « De Rebus Siculis decades duae » : […] dalla fortezza di Schisò, dove era già l’antica Nasso, […] si osserva, su ne’ colli sei miglia da lunge, il piccolo castello di Motta Camastra, in un luogo fortissimo, tra dirupate rupi cinte d’altissime balze”. Un piccolo paese forse ancora poco conosciuto al turismo di massa, e proprio per questo ideale per una gita domenicale fuori dai soliti percorsi noti ed arcinoti. Motta Camastra è uno dei 14 comuni del Parco Fluviale dell’Alcantara, e la sua storia è inevitabilmente legata alla storia di tutti gli altri paesi di questa straordinaria vallata. Un territorio ricco di storia e cultura in cui le bellezze naturali e paesaggistiche la fanno da padrone. Uno dei tanti posti “nascosti” della nostra provincia, un paese poco conosciuto che nonostante il passare del tempo è riuscito a custodire un patrimonio architettonico e culturale tipico ed unico. L’economia del paese è basata quasi esclusivamente sul settore agricolo. Negli ultimi anni sono sorte anche qui diverse aziende agrituristiche che hanno cominciato a produrre e commercializzare i prodotti tipici locali.

Le bellezze naturali di Motta Camastra

Come abbiamo già scritto, il comune di Motta Camastra ricade all’interno del Parco Fluviale dell’Alcantara . Dalle famose Gole dell’Alcantara , conosciute ormai in tutto il mondo, alla Montagna Grande , che con i suoi 1347 metri è il monte più alto dei Peloritani, il territorio di questo paese offre agli amanti della natura la possibilità di scegliere tra svariati itinerari. Dalla cima di questa montagna è possibile vedere il Mar Jonio, il mar Tirreno e le Isole Eolie. La morfologia del monte è caratterizzata da picchi, crinali e burroni. Dalla linea di cresta della Montagna Grande precipitano a valle, attraverso profonde gole, innumerevoli corsi d’acqua che nel tratto medio-inferiore si aprono in ampie fiumare piene di detriti. Lungo le sponde del fiume Alcantara inoltre, si trova una splendida grotta di scorrimento vulcanico, chiamata “Grotta dei cento cavalli”, per via delle sue notevoli dimensioni. La vegetazione presente nella valle è quella tipica dei torrenti e fiumi siciliani con oleandri, platani e olivastri. Per quanto riguarda la fauna invece si segnala la presenza del colubro leopardiano, uno dei serpenti più belli d’Europa. Per problemi di spazio adesso non ci divulgheremo molto sulle straordinarie bellezze delle Gole dell’Alcantara alle quali però dedicheremo più spazio nei prossimi mesi.

I monumenti di Motta Camastra

Dell’antico Castello risalente probabilmente alla metà del XIV secolo da segnalare alcune parti strutturali quali la porta con arco a tutto sesto e chiave in pietra lavica ed i resti della torre.

Principale monumento del paese è però la Chiesa Madre intitolata a San Michele Arcangelo, del 500 circa. Al suo interno si trovano statue in marmo d’origine secentesca rappresentanti la Madonna di Montalto e l’Immacolata. Risalirebbe al periodo normanno invece la Chiesa dell’ Annunziata., la più antica presente sul territorio di Motta Camastra, fu aperta al culto nel 1161 come riportato su di una campana. All’interno della Chiesa vi sono custoditi pregiati dipinti e importanti statue, come la tela realizzata da Vincenzo Avola, risalente al tardo Settecento e raffigurante la Madonna del Carmine e le statue in legno di S. Calogero e S. Antonio Abate. Passeggiando per le caratteristiche vie del centro ci si imbatte in antichi frantoi e palmenti recentemente restaurati all’interno dei quali è possibile ammirare manufatti artigianali che appartengono all’antico mondo contadino siciliano. Ma come già scritto, è l’intero centro urbano a rappresentare di per sé un monumento.

Le manifestazioni a Motta Camastra

Oltre alle tradizionali manifestazioni sacre con la classica festa patronale in onore di San Biagio e alle celebrazioni dedicate alla cosìdetta “Festa Madonna ‘a Motta” , evento a cui i cittadini mottesi sono fortemente legati , vi sono in paese anche altri eventi culturali e folcloristici. A dicembre di ogni anno si svolge il concorso letterario Fra Urbano della Motta” al quale partecipano numerosi concorrenti da diverse parti del mondo. Ad ottobre vi è la tradizionale “Festa della noce” appuntamento unico in Sicilia e di grande richiamo turistico. La sagra si svolge “O chianu ‘a cruci”e per l’occasione i visitatori hanno anche la possibilità di degustare altri prodotti tipici locali.

Successo di pubblico anche per la festa della vendemmia a settembre.

Come arrivare:

IN AUTO Percorrendo l’ autostrada A-18 , uscita allo svincolo Giardini Naxos. Proseguire poi sulla statale 185 verso Francavilla di Sicilia fino al bivio con le indicazioni.

IN TRENO Scendere alla stazione ferroviaria stazione ferroviaria di Taormina-Giardini e proseguire con pullman privati

INFO Comune di Motta Camastra Piazza Croce, n° 1 Tel. 0942/985007

Fonte: Sebiano Chillemi – Hermes

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