Pietro Cuppari, illustre italese

Il sette febbraio 2008 ricorre il 138° anniversario della morte di Pietro Cuppari, illustre scienziato-agronomo italese noto in tutta Italia. Sono numerosi gli istituti scolastici che portano il suo nome in diverse regioni d’Italia. Anche nella nostra provincia, oltre all’Istituto Agrario di San Placido, a lui sono intitolate anche numerose vie e piazze in diversi paesi. Gli studi dell’agronomo Pietro Cuppari sono ancora oggi oggetto di studio e analisi. Per rendersi conto della grandezza del Cuppari è sufficiente fare una ricerca su internet per ritrovarsi a leggere numerosi commenti e articoli di studenti e professori di ogni parte d’Italia che ne elogiano il lavoro e le opere. Anche la stampa locale ha scritto molto sulla sua vita e sulle sue opere. Nato a Itala il 6 maggio 1816 si dimostra da subito particolarmente avvezzo allo studio e lascia il piccolo paese in giovane età  per trasferirsi a Messina e dedicarsi allo studio del latino. A soli 16 anni viene accolto presso la prestigiosa scuola di filosofia del filosofo e letterato messinese Antonio Catara Lettieri, che,  nonostante “ i capelli incolti ed i robusti scarponi” ne intuisce da subito l’ingegno e le raffinate capacità intellettive. Qui Pietro Cuppari frequenta il corso di filosofia del diritto ed in poco tempo diviene l’allievo preferito del Lettieri . Iscritto all’Università di Messina, si dedicò agli studi di medicina ed altre materie scientifiche fino ad ottenere la laurea in medicina.  Laureato decide di lasciare Messina, soffocata dalla tirannide borbonica per trasferirsi nella più liberale Toscana. In Toscana si iscrisse all’Istituto Agrario fondato dal marchese Giacomo Ridolfi. Dopo aver completato gli studi iniziò una serie di viaggi in Europa che lo portarono a Parigi dove visse per due anni, poi a Londra, in Belgio, Svizzera e Berlino. Tornato a Messina esercitò con passione la professione di medico per molti anni. Intanto in Toscana, il marchese Ridolfi è costretto a lasciare la cattedra all’università dell’Agricoltura poiché chiamato a far parte del governo. Dovendo scegliere un suo successore, Ridolfi si rivolse proprio a Pietro Cuppari, chiedendogli di prendere il suo posto. Il giovane italese dapprima rifiutò la proposta, essendo molto legato alla propria terra ed al padre. E fu solo dopo la morte di quest’ultimo che decise di accettare la richiesta di Ridolfi. Così , nel 1845 a soli 28 anni, Pietro Cuppari divenne titolare della cattedra di Agricoltura e Pastorizia di Pisa, vincendo la concorrenza di altri illustri ed anziani docenti. In quegli anni divenne amico di altri messinesi come La Farina, Parlatore e Gioberti che si trovavano esuli a Pisa. Si narra che tra i motivi che stimolarono gli studi di Pietro Cuppari , oltre ad una innata capacità ed intelligenza vi fu un forte dispiacere personale. Pare infatti che venne colpito da un forte senso di colpa per non esser riuscito a guarire una bambina affetta da un brutto male. Fu per questo motivo che decise di dedicare il resto della propria esistenza allo studio ed alla ricerca. Non solo grandi doti scientifiche dunque, ma anche una grande umanità e senso del dovere. Un altro avvenimento che ci aiuta a capire la grandezza di quest’uomo, si ebbe quando la Toscana antiunitaria, decise di sopprimere per motivi politici l’Università ed anche la cattedra di Agraria. Il Cuppari affittò a proprie spese i locali e continuò ad impartire le lezioni a sue spese a studenti provenienti da tutta Italia formando numerosi agronomi. Quando nel 1859 la Giacomo Ridolfi venne nominato Ministro dell’Istruzione Pubblica, dopo aver ricomposto l’Università di Agraria e Pastorizia e ne riaffidò la cattedra nuovamente al Cuppari. Nel 1870, viene colto da malore e muore a soli 54 anni. Viene da domandarsi cosa sarebbe riuscito a fare ancora se non fosse morto così prematuramente. Per quanto riguarda le opere tralasciate si contano ben 34 opere, numerose collaborazioni con periodici scientifici dell’epoca. Negli ultimi anni stava ultimando la traduzione delle Georgiche con il commento scientifico delle tecniche agrarie adottate dai romani. Pubblichiamo di seguito uno stralcio tratto da una delle sue più celebri opere «Lezioni di agricoltura»: “L’agricoltura s’industria di cavare maggior prodotto, ossia maggior fruttato, dalla terra … L’ uomo, che si va passo passo incivilendo, non si limita a questo insignorirsi dei prodotti naturali, ma si ingegna di contribuirvi aiutando in qualche modo le native proprietà della pianta, della terra, e in certa misura anco dell’aria. Non si contenta di atterrare l’albero per cogliere i frutti selvatici, ma elegge i semi, semina, innesta e si adopera a cavarne i frutti più abbondanti e  saporiti, come non si contenta di pescar in mare il pesce venuto da sé, ma lo nutrica e cura nel vivaio. E’ questo il distintivo nell’uomo incivilito: adoprarsi a modificare con acconcio conserto di espedienti la vita per accomodarne i prodotti ai bisogni propri”. Poche parole che bastano per evidenziare l’attualità degli scritti di Cuppari, del quale ci riserviamo di pubblicare altri stralci in prossimi numeri.

Fonte: Hermes – Sebiano Chillemi

Annunci

Tag: , , ,

Una Risposta to “Pietro Cuppari, illustre italese”

  1. miguelonbubba Says:

    fa sempre un certo effetto sapere di portare lo stesso nome di un così illustre personaggio…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: