Passo avanti per la «Scuola Antichi Mestieri»

Fiumedinisi – Procede positivamente il percorso del progetto lanciato dal Comune di Fiumedinisi al quale partecipano tutti i Comuni della riviera jonica. La Regione, infatti, ha notificato il decreto del finanziamento di due milioni e mezzo di euro per la realizzazione della scuola degli Antichi Mestieri . Un progetto ideato e fortemente voluto dal sindaco Cateno De Luca. Un progetto che , tra le altre cose, si pone anche l’obiettivo di creare nuove opportunità occupazionali . L’idea è quella di tenere in vita vecchie professioni che rischiano di essere abbandonate. Calzolai, fabbri, pastori, ma anche innestatori, potatori, artigiani del legno. Tutte attività che rischiano di essere spazzate via dalle nuove tecnologie e abitudini consumistiche. Chi sa come si realizzano gli “scanneddi” (piccoli sgabelli realizzati con le «felle»)? Chi sa come si costruisce un cestino di rami di ginestra? Chi sa come fare il campanaccio per i greggi di pecore? E il loro tipico collare in legno curvo che lo regge? Tutti oggetti che rischiano di sparire, ma che in realtà potrebbero godere di maggior fama se meglio sponsorizzate e commercializzate. Investire sulla cultura e sulle tradizioni, per tenere viva la storia e la memoria di tempi antichi. Un’ investimento che potrà avere dei riscontri positivi anche sull’economia e l’occupazione locale. Non industrie, ma cultura, tradizione,turismo. Nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Un’idea “rivoluzionaria” , e contro corrente. In tempi di Internet ed alte velocità, riscoprire la lentezza vivibile che caratterizzava la vita rurale di un tempo. Gli istituti professionali e gli enti di formazione che fino ad oggi siamo stati abituati a conoscere,hanno sempre mirato e mirano tuttora a formare operatori informatici o elettrotecnici. Nella nostra regione vi è un elevato numero di specializzati in materie meccaniche o scientifiche. Tutte professioni richieste al Nord Italia, ma praticamente inutili al Sud. Nelle realtà produttive siciliane, necessitano tecnici con ben altre competenze. Da quelle agricole a quelle ittiche. È diventato difficile trovare un giovane in grado di innestare ,per fare un esempio, e non esistono attività di trasformazione e conservazione di pesce. I presupposti per realizzare una concreta opportunità di riscatto per le nuove generazioni ci sono tutte. Spetterà ai nostri amministratori saperla portare a termine.


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